“Maestro raro nelle difficoltà dei corpi regolari, e nell’aritmetica e nella geometria”, così Giorgio Vasari definiva il grande Piero della Francesca, che non fu solo pittore, ma anche trattatista, scrivendo di algebra, ne l’Abaco, di prospettiva, nel De Prospectiva pingendi, e nel Libellus de Quinque Corporibus Regularibus, ed ebbe come suo discepolo il matematico Luca Pacioli, autore a sua volta del De Divina Proporzione.
Questi sono stati i temi affrontati in un dibattito svoltosi nell’ambito della rassegna partenopea “Come alla corte di Federico II ovvero parlando e riparlando di scienza”, incentrato sull’analisi di una delle opere di Piero più esemplificative di un uso puntuale della prospettiva, la Flagellazione (oggi al Palazzo Ducale di Urbino) di soli 58×81 cm.
Come sottolineato da Benedetto Gravagnuolo, architetto, la Perspectiva artificialis, anche se già conosciuta dagli antichi in forma empirica, fu introdotta da Filippo Brunelleschi e definita teoricamente da Leon Battista Alberti nel De Pictura del 1435. Si tratta della rappresentazione della realtà tridimensionale su di un piano bidimensionale seguendo regole precise. Secondo Placido Longo, matematico,
Oltre che essere applicata da Piero nella costruzione della Flagellazione, la sezione aurea è presente in numerose opere della storia dell’arte a partire dalle sculture del Partenone, opera di Fidia, passando attraverso “Lo Sposalizio della Vergine” di Raffaello. Proprio sui frontoni del Partenone si sofferma anche il regista Pappi Corsicato che ne traccia l’analogia con la Flagellazione sotto la comune cifra dell’impersonalità: “Piero fu addirittura impassibile, come se aspirasse all’impersonalità dell’idea, piuttosto che all’emozione della rappresentazione”. Leggendo in chiave cinematografica il quadro come fosse un fotogramma, il regista lo mette in relazione con un modo di comunicare alla Quentin Tarantino che in Kill Bill, divide la singola immagine in due parti, nelle quali avvengono due scene
francesca della gatta
[exibart]
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fantastico, ora Piero ha influenzato anche lo split screen anni '70, papppiiii nun è borotalcoooo, ti fa maleeeeeeee!!!!