Lo spirito paradossale e provocatorio di Duchamp suscita sempre imitatori ed epigoni che quasi mai raggiungono la genialità del maestro perché non ne comprendono lo spirito. L’ironia è ormai perfettamente integrata al sistema dell’arte come l’obsolescenza è integrata agli oggetti di consumo.
Nel progetto di questa mostra lo spirito duchampiano si rivela non nell’opera che ne deriva ma nella sua messa a punto: nell’ideazione. Gabriele Di Matteo, l’autore, in realtà non fa nulla, affida la scelta delle immagini all’artista Miltos Manetas per poi rigirarle a un semplice copista che esegue il lavoro pittorico. In questo modo non è responsabile del risultato, che non dipende da lui, ma ha trasformato l’intera operazione in un “ready made”.
Riassumiamo. L’artista greco-milanes-newyorkese Manetas invia le fotografie che
Manetas ritiene che l’oggetto della pittura deve essere inedito, originale, innovativo :”La vita umana è circondata da oggetti high tech che possono apparire importanti se dipinti con le stesse dimensioni di un ritratto di
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no di matteo no please...la bufala commericiale partenopea. A cosa serve? Povero Duchamp, pure oggetto di delirii lisergici...
favata galattica
sono immagini carucce...
Bravo Di matteo.....finalmente un pò di cultura nell'arte