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Fino al 10.VII.2017 | Picasso e Napoli: Parade | Museo Real Bosco di Capodimonte, Napoli

di - 23 Maggio 2017
Parade, maestosa opera di Pablo Picasso allestita nella sala da ballo della Reggia di Capodimonte, è la rappresentazione di un sipario, sul quale vi sono quinte con drappi che definiscono uno spazio scenico animato da personaggi simili a marionette dinoccolate e senza fili.
«Capodimonte ha sempre avuto una grande tradizione d’arte moderna ed è per questo che sono molto orgoglioso di aver portato Picasso. La mostra è stata organizzata dal Musèe Picasso a Parigi ed è una celebrazione internazionale di Picasso da parte di sei Paesi nel Mediterraneo. Questa mostra è l’inaugurazione di un evento che si fa tra l’Italia, la Francia, la Spagna, l’Algeria, il Marocco e la Tunisia, tutto il mondo mediterraneo e il legame di Picasso con questo mondo, inizia oggi a Capodimonte», ha detto il direttore del sito Sylvain Bellenger.
L’opera fu dipinta nel 1917, quando Picasso era in fuga da una Parigi in guerra e alla volta di Roma. Andare in Italia significava prendere una boccata d’aria con i suoi amici, rappresentati simbolicamente nel sipario di Parade a osservare la performance della ballerina. I personaggi sono quasi tutti riconoscibili, amici cari dello stesso Picasso, coinvolti nell’avventura teatrale dell’artista che, sempre nel 1917, arrivò insieme a Stravinskij a Pompei e a Napoli, da dove trasse la suggestione delle piazze napoletane, della messinscena teatrale delle marionette e dei teatri popolari, per la preparazione del sipario del balletto Parade, di Léonide Massine, che sarebbe andato in scena nello stesso anno a Roma.
Il sipario di Parade ritrae un paesaggio bucolico in cui spiccano un arco e una colonna, elementi costituiti come in sughero, simili agli allestimenti presepiali ai quali Picasso era interessato. Durante il suo soggiorno a Napoli, guidato dal futurista napoletano Cangiullo, Picasso visitò il Museo di San Martino, dove rimase incantato dalle fattezze delle figurine dei pastori, di cui apprezzò proprio l’umiltà dei materiali, come colla, sughero, legno. Inoltre, vide il teatro Sancarlino, distrutto nel 1884, riprodotto e comprato dal direttore del Museo di San Martino, Spinazzola, per il piano dedicato alla commedia dell’arte a pulcinella e al teatro. Come ci racconta lo storico Carmine Romano, tra i saggisti presenti nel catalogo della mostra, Picasso visitò anche l’Acquario di Napoli, dove poté osservare gli affreschi di tedesco Hans von Marées da cui rimase impressionato e dove è visibile una scena conviviale con cane.
Tra i personaggi di Parade riconosciamo l’amico Stravinskij nella posa del Moro, Leonide Massine che qui è un Arlecchino, Lydia Lopokova, che qualche settimana prima si era rifiutata di indossare una tuta troppo stretta da cui si vedeva il seno, e che qui Picasso ritrae a seno nudo. Abbiamo Sergej Djagilev che era idrofobico e qui viene rappresentato come un marinaio, poi Mary Pickford, la diva, e infine Olga Chochlova la donna che avvicinò Picasso al teatro durante il soggiorno napoletano, rappresentata come una Silfide ballerina con le alucce su un Pegaso che lecca un puledro. Un momento di tenerezza sensuale che evidenzia il rapporto passionale tra i due, dove Picasso si rappresenta come una scimmia che tira la donna.
Si era lungamente pensato che Picasso si fosse ispirato a un’immagine di tavolata del pittore Achille Vianelli, topos della cultura napoletana, ma è naturale che Picasso sia rimasto affascinato da ciò che vide in città, tra circhi equestri, pupi, maschere che recitavano per strada, oltreché a Pompei dove trovò ispirazione per il concetto di maschera teatrale riferita alla classicità.
Anna Di Corcia
Mostra visitata il 7 aprile
Dall’8 aprile al 10 luglio 2017
Picasso e Napoli: Parade
Museo di Capodimonte,
via Miano, 2, Napoli
Orari: aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 19.30
Info: sspsae-na.capodimonte@beniculturali.it
@https://twitter.com/dianacanorica

Nasce ad Atri (Te), vive tra Roma dove ha insegnato per otto anni Italiano e latino nei Licei e Napoli dove è attualmente docente di Lettere, per due anni ha insegnato nella scuola primaria sperimentando l'insegnamento di discipline dell'area umanistico-linguistica e laboratori d'arte per i bambini. Laureata nel 2004 in Lettere moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, discutendo una tesi su Arte e Liturgia nei documenti del Concilio Vaticano II approfondendone gli studi da Pio X a Giovanni Paolo II. Nel 2005 frequenta il Corso di perfezionamento in Arte per la Liturgia alla Fondazione Staurós Italiana Onlus diretta da Carlo Chenis, partecipando a Giovani Artisti di-segnano il Sacro II. Nel 2006 consegue abilitazione all’insegnamento di materie letterarie frequentando la S.I.C.S.I. presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Nel 2007 si trasferisce a Roma dove nel 2008 consegue il Master di II livello in Beni Culturali Della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana dove approfondisce lo studio della Storia dell’arte moderna e dell’Iconografia con il Prof. Henrich Pfeiffer. Pubblicista dal 2004 su numerose riviste d’arte testate nazionali come Avvenire ed Exibart, saggista per alcuni artisti che segue costantemente nel loro percorso come Nikolaos Houtos, Sonny Insinna, Barbara Esposito, Luca Farina, Battista Marello, Francesca De Marinis. Dal 2006 è curatrice di mostre d’arte contemporanea istituzionali per Enti pubblici come il Comune di Ischia e Gallerie private. Ha collaborato durante il IV Convegno Internazionale Poetica & Cristianesimo tenutosi il 27e il 28 Aprile 2015 con Pontificia Università di Santa Croce di Roma, come relatore sul tema Scrivere per chi…scrivere perché… con l’intervento comunicazione su Bellezza da contemplare, bellezza da possedere.

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