Nell’attuale scena artistica spesso è difficile orientarsi tra generi contaminati, scuole e fenomeni sempre più frammentati, dalla durata incerta e dai significati oscuri. E’ per questo che la scelta di allestire una
mostra collettiva vincolata e orientata da una presentazione decisa e autorevole ci ci è sembrata meritevole di attenzione. Il prof. Elmar Zorn è il curatore di questa mostra inaugurata alla presenza di J.Boberg direttore del MD di Berlino e preceduta da un convegno sull’arte, dall’emblematico titolo “Scavare il futuro”, di tutto rispetto che ha visto docenti artisti ed intellettuali dibattere sul futuro dell’arte. Exibart,
ahimè, non era presente e dunque non sappiamo cosa ne è giunto fuori, però le premesse erano chiare: “scavare il futuro, pensandolo come già avvenuto e consolidato in strati sovrapposti, come si fa di una città sepolta, per farne emergere le strutture.”; ebbene questa impostazione
Tuttavia una cosa sono le parole e un’altra i fatti: la mostra è estremamente interessante, ci piace l’idea di abbinare artisti italiani a colleghi austriaci e tedeschi, quasi a voler costruire un percorso tutto mittleuropeo che esalti le proprie qualità espressiva e si ponga in uno
stato di equidistanza sia dall’arte spettacolare americana che dal business-oriented-young-brit-pop-art.
In particolare vi segnaliamo il sorprendente espressionismo di Urbach austero e carico di vita con l’opera Papaveri e Vulcano, il recupero di sentimenti primordiali rievocati con forza nelle opere della Sprohar, il gusto raffinato ed essenziale di Mimmo Roselli, ma anche la conquista dello spazio nelle ricerche scultoriche in rame e quarzite di Gabriele Giorgi.
Nella speranza che l’interesse di Caserta verso l’arte contemporanea trovi da subito nuove ed altrettanto valide conferme la mostra sarà visitabile eccezionalmente fino al 15 marzo.
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