Categorie: napoli

fino al 15.III.2004 | Gianni De Tora – The world of signs | Napoli, Castel Nuovo-Maschio Angioino

di - 2 Marzo 2004

Ha un sapore vagamente baudelairiano il titolo dell’antologica di Gianni De Tora (Italia, 1941), premiata da un successo che ne ha prorogato di un mese la data di chiusura. Allestita nella Sala della Loggia a Castel Nuovo, The world of signs documenta un itinerario creativo lungo quasi quarant’anni in cui, ad onta delle accuse di solipsismo talvolta mossegli, l’artista ha spesso accettato e promosso il confronto dialettico attraverso esperienze collettive, aderendo fin dagli anni Settanta a gruppi come “Geometria e ricerca”, “Gener-Azioni” e “Mutandis”. Sodalizi che hanno guidato e corroborato in maniera determinante – ma non invadente – un già maturo percorso di sperimentazione individuale, coerentemente condotto nell’ambito di un astrattismo progressivamente arricchito da stratificazioni artistiche e filosofiche.
Un astrattismo che negli anni Settanta assume connotati freddi e cartesiani: opere che si mimetizzano col bianco delle pareti e superfici fittamente quadrettate, in cui l’occhio dell’esecutore agisce da prisma, filtrando solo i colori primari.
Negli Ottanta, De Tora abbandona la gabbia ortogonale, dismette il fondamentalismo geometrico per muoversi più liberamente nello spazio e dà l’abbrivo a quella metamorfosi cromatica che si compirà appieno nel decennio successivo, con una deciso incupirsi della tavolozza. “Sequenza 90” e “Trittico 99” sono polittici postmoderni, con sagome nere in cui il colore apre porte, spiragli, finestre, analogamente alle “Ouvertures”, che lasciano intravedere pittogrammi di alfabeti remoti, reliquie di civiltà scomparse che, trasformandosi altrove in tracce di antichi tessuti urbani, rimandano alle radici del Mediterraneo, all’archeologia e al mito.
Lo sviluppo e il consolidamento dello spessore speculativo conseguono un intensificarsi di simbologie, con esiti sofisticati ed ermetici. Il primo stadio di questo processo si affida alla parola scritta: ne “La pittura è scienza” De Tora trascrive Leonardo da Vinci, investigatore dei segreti della natura e teorico di una pittura sublimata come atto eminentemente mentale, di contro al mestiere banausico dello scultore. Altri riferimenti -più o meno appariscenti– sono disseminati tra tele, installazioni, mosaici e pittosculture: l’“ovo-labirinthus”, che compendia due tra i più ricorrenti simboli misteriosofici; quadrati, croci e triangoli, patrimonio di ogni repertorio iniziatico fin dalla notte dei tempi; lo specchio, magico strumento di illusione e riflessione; soprattutto, la “Piramide 2004”, solido esoterico per eccellenza che De Tora carica di valenze emblematiche sotto il profilo personale, condensandovi in forma e colore le componenti fondamentali di una ricerca tuttora in corso.

anita pepe
mostra visitata il 28 febbraio 2004


Castel Nuovo – Maschio Angioino, Piazza Municipio. Orari: dal lunedì al sabato 9-19
Info: +39 0817955877
www.cib.na.cnr.it/remuna/musciv/indice.html
catalogo: altrastampa edizioni, con testi di Pierre Restany, Mario Costa e Riccardo Notte
a cura di Vitaliano Corbi


[exibart]

Visualizza commenti

  • Gianni,

    una grande mente
    vestita di infinita semplicità

    come gli uomini migliori
    come quelli che insegnano

    sul serio

  • E' BELLO VEDERE IL PROPRIO PROF REALIZZARE UNA MOSTRA CHE HA AVUTO UN COSI' TANTO SUCCESSO.RICORDO ANCORA CON MOLTO PIACERE LE SUE LEZIONI DI PITTURA.COMPLIMENTI ANCORA ED UN SALUTO FORTE DA UNA SUA EX ALUNNA DEL LICEO ARTISTICO.
    MI AVREBBE FATTO MOLTO PIACERE CHE LEI FOSSE VENUTO ALLA MOSTRA SU CARLO LEVI NELLA QUALE HO LAVORATO CON TANTA PASSIONE.
    IL MONDO DELL'ARTE E' CAPITO SOLO DA CHI L'ARTE ANCHE SOLO PER UNA VOLTA LA INCROCIATA NEL PROPRIO CAMMINO.

Articoli recenti

  • Personaggi

Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze

È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…

15 Marzo 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Rituali e identità queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…

15 Marzo 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Bottoni come opere d’arte: quando un dettaglio di sartoria diventa linguaggio visivo

La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…

15 Marzo 2026 10:00
  • Arti performative

Other Identity #196, altre forme di identità culturali e pubbliche: Alessandra Zerbinati

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

15 Marzo 2026 9:30
  • Mostre

“La Geometria della Grazia”: il rigore architettonico e il glamour senza tempo di Horst P. Horst

Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…

15 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02