Nel
1979 la pubblicazione del libro Fotografia e inconscio tecnologico ascriveva a Franco Vaccari – via Walter Benjamin – la
paternità di questa definizione. Con essa veniva riconosciuta alla macchina una
capacità d’azione indipendente dalla volontà dell’autore. Quest’ultimo potrebbe
essere considerato come colui che innesca il processo di elaborazione creativa,
per poi abdicare al controllo in favore di altri coautori – il medium, il
fruitore, il caso – che contribuiscono a completare e a caricare di senso
l’opera.
Nella
teorizzazione e realizzazione delle Esposizioni in tempo reale (celeberrima la numero 4, Lascia
su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata al Padiglione Italia
della 36. Biennale di Venezia del 1972), questa sorta di cooperazione
partecipativa si esprime al massimo livello, evidenziando una complessità di
pensiero che a tutt’oggi risulta di notevole attualità, tanto da essere motivo
di riflessione per molti artisti delle generazioni successive.
In
quest’ambito di esplorazione si pone la ricerca di Canecapovolto (Catania, 1992). Il collettivo
siciliano da anni porta avanti un’indagine sui mezzi espressivi e sulle loro
specifiche caratteristiche, con un’attenzione particolare rivolta alla sfera
della percezione. Con un’assoluta indifferenza nei confronti dell’aspetto
estetico ed edonistico dell’immagine, il loro lavoro è teso a forzare lo
strumento comunicativo per testarne la capacità di veicolare, o meglio di
“imporre” messaggi che, nella maggior parte dei casi, si rivelano falsati.
Provocare
uno shock percettivo nello spettatore per destarlo dal torpore indotto dalla
comunicazione massmediatica è una prassi spesso adoperata dal trio. Nella
videoinstallazione Current Electra presents l’inganno mediatico è
sperimentato all’interno del sistema dell’arte che, a quanto pare, non risulta
esserne immune. L’orchestrazione sonora e visiva di tre video differenti – l’intervista
a una curatrice tedesca, un documentario in super8, una sequenza filmica di
performance dal sapore vagamente seventies – concorrono a delineare il profilo, biografico e
poetico, dell’artista Terry Walton.
Eppure,
nonostante il tutto risulti calibrato e coerentemente articolato tra argomentazioni
critiche e rappresentazione, la singolarità di questo “omaggio” contribuisce a
instillare il dubbio sulla veridicità di ciò a cui assiste. E, in effetti,
Terry Walton è un fake, è un Frankenstein creato in laboratorio. Una messinscena finalizzata
a sollecitare una visione critica, riproposta anche attraverso i collage in
mostra.
Sono disparati
frammenti cartacei di varia natura messi a confronto con la loro identica
replica fotografica, oppure ingigantiti e stampati su dibond. Un’accumulazione,
una stratificazione, una simultaneità di codici linguistici che mettono il
visitatore “in condizione di elaborare un montaggio possibile”, un “potente atto sovversivo” che lo trasforma “da Oggetto
(passivo) a Soggetto (attivo)”.
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Canecapovolto
in esclusiva per Exibart.tv
mara de falco
mostra visitata il 16 aprile 2010
dal 16 aprile al 15
maggio 2010
Canecapovolto
– Inconsci tecnologici
a cura di Vito Campanelli
Galleria Overfoto
Vico San Pietro a Majella, 6 (zona Piazza Bellini) – 80122 Napoli
Orario: da martedì a sabato ore 11–13 e 16-19
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 08119578345; info@overfoto.it;
www.overfoto.it
[exibart]
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