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fino al 15.XII.2003 | Giuseppe Penone – Ombra di Terra | Napoli, Galleria Alfonso Artico

di - 17 Novembre 2003

Da un’impronta digitale impressa sulla terracotta o ridisegnata sulla carta, Penone decifra l’intero universo della natura attraverso i suoi materiali più “poveri”: il legno, la terra, il bronzo. Siamo magicamente immersi in una dimensione reale in cui l’estensione del corpo umano si integra in quella del corpo vegetale, oltre ogni limite del pensiero. Da sempre la poetica dell’artista media il passaggio dalla sensazione al “sentimento” al fine di chiarire il significato e il valore di un’indagine conoscitiva sulla natura “naturale” attraverso l’immersione nell’ambiente.
La corrispondenza spirituale tra uomo e natura è fondata sul linguaggio dei segni impercettibili della crescita, il tracciato degli anelli del tronco di un albero, visto in sezione, è uguale all’intrico dei segni di un’impronta digitale. In una fisiologia di tipo simbolico, ogni attenzione è rivolta alla forma degli organi, non alla loro funzione. Essa è l’elemento costitutivo di questa realtà interiorizzata che ha nella mente tutti i suoi possibili sviluppi, anche nell’ordine morale. Alla fine degli anni sessanta la sua significativa esperienza all’interno del gruppo di artisti di Arte Povera lo porta alla consapevolezza della “specificità” del linguaggio artistico e alla possibilità di superare attraverso di essa la grave crisi ideologica. Da una parte c’è il recupero del pensiero rinascimentale, della “magia naturalis”, dell’idea di “Anima Mundi” e del rapporto tra “ Microcosmo” e “ “Macrocosmo”, dall’altra c’è l’ideale illuministico nel tentativo di equilibrio perfetto tra uomo e natura, in cui l’uomo è integrato nel suo ambiente naturale.
Lo spazio viene concepito da Penone come un campo di forze e non come una relazione di grandezze. Questa concezione “organica” dell’ambiente gli permette di realizzare un arte che non si manifesta nella forma ma nella capacità di interagire con il pubblico. La scultura si carica di significati mitologici, in essa è ancora viva la presenza creatrice dell’artista, la sua energia vitale. Egli non considera tanto gli aspetti esteriori della realtà ma i ritmi interni di aggregazione e sviluppo: il principio fondamentale è che la struttura deve essere naturale come una crescita.

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maya pacifico
mostra visitata il 30 ottobre 2003


Napoli Galleria Alfonso Artiaco, Piazza dei Martiri 58
Tel. 081. 4976072 Fax081. 19360164
Orario Galleria: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00
E dalle 16.00 alle 19.30
Sabato dalle 10.00 alle 13.00
e-mail info@alfonsoartiaco.com


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