Una mostra globale nel senso positivo del termine. Se infatti i global player e cioè i grandi protagonisti dei mercati internazionali sono stati capaci di sfruttare il liberismo a proprio vantaggio, l’arte ha saputo anticipare e riflettere questo sviluppo in modo più preciso per abbattere tanti confini, da quelli sociali a quelli di razza e cultura. C’è oggi una maggiore mobilità senza sradicamento, un nuovo nomadismo totale. E’ una migrazione esistenziale più che un vero e proprio nomadismo, in questo atteggiamento c’è una strategia di sparizione, di sottrazione, di comportamento sempre più evanescente.
Non è un caso se Rashid Johnson, giovane artista nero di Chicago ha dedicato un lavoro proprio a Napoli. Colpito dalla vista dall’alto del tramonto, ha ridipinto un tavolino dell’ottocento, che aveva precedentemente scagliato fuori dalla finestra. Il significato di questa opera è da rintracciarsi nella dedica allo scrittore afroamericano Chinua Achebe, paladino del recupero della cultura nera. Riaggiustato in modo imperfetto e ridipinto, questo oggetto è simbolo di ciò che è impossibile ricucire, rappresenta l’incapacità di rapportarsi con ciò che è stato definitivamente cancellato. Lo svizzero Christian Andersen adopera la fotografia per ricreare la realtà attraverso una perfetta rielaborazione delle immagini. Il suo lavoro è il frutto di un lungo viaggio attraverso le mete meno turistiche e banali degli States. In questi luoghi ha osservato la vita sulle strade e lo strano connubio tra affarismo e malaffare, clandestinità e mondo sommerso che si svolge alla luce del sole. Ha poi ricreato al computer dei set, con l’inserimento di personaggi ripresi in studio in contesti diversi dall’originale. Questa finzione si tramuta in un effetto metafisico, straniante, rivela il particolare corto circuito tra ciò che è evidente e ciò che è solo simulato. Nicola Chamberlain è una giovane inglese che ha studiato pittura al Goldsmith College. Da questa esperienza è partita per rielaborare una sua personalissima idea del dipingere attraverso l’uso di un semplice software
maya pacifico
mostra vista il 27 febbraio
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Bella mostra !!! davvero complimenti alla 404 arte contemporanea !! e bello anche il nuovo spazio al centro di Napoli...