Da alcuni anni molti artisti, specialmente quelli della Young British Art tentano di attrarre l’attenzione su (se stessi) alcuni semplici ineluttabili e irrisolti problemi dell’uomo quali la morte la paura i tabù, che la moderna tecnologia non ha sciolto anzi peggio ha dato l’impressione effimera di poterli risolvere inducendo negli uomini un inevitabile processo di rimozione.
In questo caso si parla del delinquere, autentico male oscuro per chi lo compie e chi lo subisce delle societĂ moderne. Il lavoro di Zevola si compone di una serie di disegni raffiguranti giovinastri sempre armati o in procinto di compiere qualche oltraggio.
Un testo di Raffaella Iannella ci introduce nella camera di Spuck luogo lontano da qualsiasi perbenismo e dunque in qualche modo correlato ad esso: “Era tutto eternamente semplice: Ingozzare il tempo, Non avere più paura, creare nuove regole per eliminare pietismo e imbecillità ,
Determinare uno stato di latente avversione; Fargliela pagare duro…comunque”. Lo stile delle figurazioni grafiche è rude, puerile quasi come se a farli fosse stato un ragazzaccio pervaso prematuramente dalla logica del crimine. Delinquere sempre e comunque fino ad assumere
un linguaggio primitivo e simbolico.
Nella seconda fase si entra nel vivo con una installazione di figure disegnate su tela particolare poste in assetto coreografico e con la suggestione di una musica appositamente composta che guida il fruitore attraverso un indisciplinato percorso immaginario.
Le giovani curatrici hanno diretto con gusto l’intera operazione e ciò lascia ben sperare per il futuro…
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Bene, forse ci andro' sabato!