Categorie: napoli

fino al 24.XI.2007 | Grazia Varisco | Napoli, Dina Caròla

di - 5 Novembre 2007
Una piccola ombra. Flebile, quasi impercettibile, eppure tenace. Rimescola le carte della geometria e fa germinare nuove coordinate spaziali. Quel piccolo segno disegnato dalla luce sulla Meridiana di Grazia Varisco (Milano, 1937) condensa in sé tutto il senso di una ricerca che, partita negli anni ‘60 con la riflessione del Gruppo T sul nesso spazio/tempo, si è poi declinata autonomamente sul prevalente tema dello spazio. Uno spazio ben poco cartesiano e geometricamente bloccato, e anzi plasmato all’infinito dalla soggettività percettiva e dalla libera interazione del fruitore, in una prensile volontà di possesso e modificazione del reale. Come quella sottile ombra trasforma lo spazio, sconfinando sulla parete, contraendosi e dilatandosi in base alla luce, così l’azione dell’artista modella a suo piacere la tridimensionalità del mondo. Ma non di un mondo concettuale e ipotetico: scopo della Varisco è mostrare come anche la piana quotidianità dello stipite di una porta possa dar vita alle destabilizzanti Disarticolazioni di uno spazio che non si sa più se percepire come angolo reale di una parete o come attivatore ottico di volumi illusori che variano in base al punto di osservazione.

È proprio lo stupore nel vedere disinnescati i rigidi schemi conoscitivi dell’assoluto geometrico a forgiare il titolo e i cerchi di Oh!, surreale rappresentazione, dalla sorridente ironia magrittiana, dell’utopistico eppur plausibile mondo della geometria, costretto a “piegarsi” sotto l’onda d’urto di una parete concreta. A vedersela con i muri della galleria sono anche gli Gnomoni. Come se un vento capriccioso li avesse strappati dal piano cartesiano per abbandonarli inermi nel mondo reale, i quadrilateri di metallo si accartocciano, si piegano e si relativizzano al contatto con la parete, esposti all’insolente deformazione delle piegature e della percezione dell’osservatore, che moltiplica o riduce i volumi in base al punto di vista. Come se non bastasse, anche l’ombra impertinente (ancora lei) proiettata dai segmenti inserisce altri lati illusori, nuove variabili di una forma inafferrabile. Le ombre del reale e dell’animo non vanno mai sottovalutate, perché l’illusorio, a volte, è anche più consistente del vero. Come dimostrano le placche di Silenzi -solo pretesti per le mutevoli geometrie di ombre che l’interazione del fruitore vorrà trarre dalla sua intimità- o il caleidoscopio di forme che lo Schema Luminoso Variabile riesce a trarre per illusione ottica da due semplici reticolati.

Più che calzante, allora, la citazione da Dickinson che Federico Sardella ha premesso al suo saggio critico sui Silenzi: “Questi giorni febbrili / portarli alla foresta […] / dove l’ombra è l’unica cosa che devasti la quiete”. Emblema perfetto di una ricerca che invita a squassarla davvero, la morta quiete geometrica dell’autorità e del mondo. Con l’intimista e democratizzante intervento dell’ombra della nostra soggettività.

articoli correlati
Grazia Varisco con Gianni Colombo alla Rotonda di via Besana a Milano
Il Gruppo T alla Gnam di Roma
Grazia Varisco e l’eredità di Lucio Fontana

diana gianquitto
mostra visitata il 24 ottobre 2007


dal 24 ottobre al 24 novembre 2007
Grazia Varisco
Galleria Dina Caròla
Via Orazio, 29 (zona Chiaia) – 80122 Napoli
Orario: da lunedì a venerdì ore 17-20
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 081669715; dinacarola@hotmail.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Biennale 2026, il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02
  • Moda

All’origine dello stile: il disegno di Giorgio Armani in mostra a Parma

All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…

17 Gennaio 2026 19:25
  • Mercato

Il nuovo corso dell’arte digitale, tra mercato e istituzioni

Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte

17 Gennaio 2026 19:14
  • Mostre

Nel cuore delle forme: Mimmo Paladino e l’Umbria come geografia interiore

L'antologica diffusa in tre città umbre restituisce la complessità di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…

17 Gennaio 2026 19:02