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fino al 28.I.2007 | Gregor Schneider | Napoli, Fondazione Morra Greco

di - 12 Dicembre 2006

La calca, la folla e il rumore dei vicoli napoletani fanno da controcanto annunciato alla suggestiva installazione di Gregor Schneider (Rheydt, Germania, 1969), dal titolo 26.11.2006, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti dalla Chiesa Luterana.
Le viscere della città partenopea che pullulano, oltre che di reperti storici, anche di vita vissuta e che, da sempre, sono utilizzate come ricoveri, depositi, nascondigli, cimiteri di ossa, questa volta divengono contenitore di un manufatto artistico che tutto ciò raccoglie in sé. Schneider, privilegiando da sempre il territorio del fare –secondo lui “l’azione è la più alta forma di pensiero”– costruisce nei sotterranei seicenteschi di uno dei più affascinanti palazzi del centro antico della città, quello dei Principi Caracciolo d’Avellino, un labirinto che sembra condurre nelle viscere della terra, nel cuore di Napoli. In realtà, percorrendolo, i suoni di questa città martoriata, addobbata a festa per l’imminente Natale, si stemperano fino ad annullarsi nel silenzio, scandito esclusivamente dal rumore dei propri passi, che si avverte appena si supera il primo gomito del percorso. Da qui in poi si compie un lento avvicinamento, al buio, a tentoni, verso il cuore dell’installazione. La luce non filtra, non può farlo perché si è sotto terra. Le mani scorrono sui muri che fanno da guida, i piedi battono il suolo per testare che non sia sconnesso, si avanza verso l’ignoto come ciechi. La forza bisogna trovarla in se stessi, il percorso avanza e la consapevolezza anche. Il silenzio assordante e il buio più nero, gli unici due compagni di viaggio, dapprima spaventosi, divengono ovattati come una coperta che protegge dal mondo esterno. Si sta camminando dentro di sé, nel nulla. Schneider è riuscito a ricreare in un laboratorio sotterraneo l’impossibile: il senso dell’assenza di tutto, quasi la presenza della morte. E uscire dalle tenebre è proprio come rinascere.
Tutto il resto è cronaca. Bella, misurata e concettualmente risolta l’installazione Cyro Tank, Poenix II nella vicina chiesa sconsacrata di S. Gennaro all’Olmo. Il freddo dell’ibernazione corporea, alla quale allude, è pienamente trasmesso dalla superficie in acciaio specchiante, soluzione estetica che Schneider domina alla perfezione. Così come è cronaca –tutta prevedibile– la bagarre della serata inaugurale della Fondazione Morra Greco. Ma come fare a scegliere se rinunciare ad una strepitosa, claustrofobica e poco fruibile installazione di un artista di fama internazionale (vincitore a soli trentadue anni del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia) o, al contrario, al pubblico delle grandi occasioni?

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giovanna procaccini
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Gregor Schneider – 26.11.2006
Fondazione Morra Greco, Via Anticaglia 17, 80138 Napoli (Centro Storico)
Fondazione Giambattista Vico, Chiesa di S. Gennaro all’Olmo, Via S. Gregorio Armeno, Napoli (Centro Storico)
Info: tel. +39 333 63 95 093, e.mail: info@fondazionemorragreco.it
sito web: www.fondazionemorragreco.it
Orari: Fondazione Morra Greco, fino al 28 gennaio 2007, solo feriali su appuntamento. Fondazione Giambattista Vico, fino al 10 gennaio 2007, solo feriali dalle 9.00 alle 13.00. Ingresso gratuito.


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  • tra l'altro, alla fine di settembre, tre ragazzi dell'Accademia fecero la stessa cosa (in scala ridotta, s'intende) per il lancio del Politecnico delle Arti, solo che la gente entrava, due minuti e amen, senza rischiare di essere rispedita a casa o di essere colpita, nel frattempo, dalle miccette degli impuniti scugnizzi limitrofi

  • anche a me non è piaciuta. cosa c'era di strepitoso? un normale labirinto buio.

  • Beati voi che almeno l'avete vista...io ancora non ci sono riuscita: Visto che ero lì all'inaugurazione sono andata a vedere i pastori dei presepi a S.Gregorio Armeno

  • Gran mostra, splendido e pauroso il labirinto. In generale è da apprezzarsi tutta la riflessione di schneider sull'assenza della morte e le sue deliranti conseguenze nel mondo contemporaneo

  • ho domandato più volte il perchè di quel Cyro, convinta di un errore di battitura da Cryo, vista l'ispirazione dell'opera al Crionismo, mi è stato risposto che è così e non c'è traduzione..

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