Non è mai agevole individuare dei solchi espositivi a lunga gittata nella programmazione artistica delle gallerie private. Tuttavia alcuni spazi, in questo ultimo periodo, tendono a sovvertire questo atteggiamento diffuso ed a produrre eventi che assommano alla intrinseca natura commerciale, massicce dosi di proposta culturale. E’ questo il caso, ad esempio, del Magazzino d’Arte Moderna di Roma dove la critica milanese Cloe Piccoli ha ordinato una serie di personali volte a confrontare il lavoro di alcuni importanti giovani artisti internazionali (Atelier van Lieshout, Massimo Bartolini, Daniele Puppi, Vedova, Mazzei) con il tema della casa, dell’interno, dell’abitazione.
E’ lo scultore England-based Antony Gormley l’artista che ha l’onere di aprire la rassegna che, è evidente, si configurerà come un’interessante, parziale, meditata, decentrata, approfondita riflessione sulla corporeità.
Il punto di partenza di Gormley è il corpo, nello specifico il suo proprio corpo. Ne produce calchi metallici sui quali procede per sottrazione sino a restituire snelle figure di spettrale presenza e di giacomettiana memoria. Uno di questi Insider ha fatto da ‘logo primordiale’ alla mostra essendo stato allestito al di fuori della galleria durante il vernissage. Monito per i visitatori e inquietante richiamo per i passanti.
La natura extraterreste della prima scultura si palesa nella sala grande, dove una crisalide, sempre metallica, svolazza lentissimamente sospesa a mezz’aria. Il bozzolo-sarcofago contiene l’immancabile guscio corporeo frutto di un ennesimo calco dall’artista. Tutto realizzato con equilibri impossibili di tondelli di ghisa saldati tra loro.
Gormley elimina il ‘superfluo’ facendosi scheletro, vola in cielo come mummia marziana, diventa istrice irsutissimo nella terza sala dove il terzo calco è trafitto da una barocca accumulazione di centinaia di rigidissimi steli. Difficile non ascrivere il formidabile colpo d’occhio a conclusione (cronologicamente) della lunga sequenza di ‘San Sebastiano’ della storia dell’arte.
massimiliano tonelli
vista il 17 aprile 2002
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