Uno spazio sobrio ed essenziale, in Via Tribunali 293, ospita l’ultima personale di Zak Manzi. Qui il falso, il plagio diventa oggetto d’arte. La peculiarità e l’essenza dell’intera mostra consistono nel fatto che tutte le opere esposte sono frutto del genio altrui, volutamente cedute a ZaK, che firma il prodotto riuscendo a far arte senza far nulla.
Dall’insoddisfazione e dall’inadeguatezza verso i tradizionali schemi di composizione artistica nasce questo progetto che fa appello all’opera altrui.
Ultima “fatica” di Zak Manzi è Flash art 2000 – 2001 realizzata da Angelo Rossi, un’opera che copia l’omonima rivista, la prima di arte contemporanea in Europa con l’unico scopo di farne arte perché copiare vuol dire accantonare le proprie idee, realizzare il realizzato. Stampata e sponsorizzata dalla MP edizioni di Napoli la tiratura prevista è di 1200 copie. L’opera è stata di proposito incelophanata in una o più pile o chiusa in scatole di ferro; così la rivista diventa scultura pur mantenendone alcuni aspetti essenziali: dalla pubblicità alle lettere al direttore.
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L’ultimo numero vero di Flash Art
Ilaria Santucci
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Il Politi non si sembra arrabbiato, meglio cosi!!!
Carissimo zak manzi quando mi farai avere una copia del "tuo" Flash Art?
Giancarlo Politi
Caro Biz a te un fiore profumato, il più bel fiore, te lo meriti. Grazie per le tue belle parole. Il rivolgerti a Zac Manzi l'hai fatto nel modo più gentile che nessuno avrebbe saputo fare, ho ragione nel dire che sei una persona degna del massimo rispetto. Spero di risentirti presto e ancora un grazie per la stima delle mie opere e per l'affetto che sento nelle tue parole. Cari saluti Maria Pezzica
Fatto da Cattelan? Ma mi faccia il piacere. Allora Velasquez copiava Caravaggio solo perché entrambi usavano il pennello e giocavano con la luce?
Suvvia!!!
Bacon diceva che ogni pittore, ogni artista, è un po'un ladro: ruba tutto quel che può rubare.
Ed è così. Non si tratta di copiare. Anche se è vero che il concettuale è un territorio più difficile e insidioso, appunto perché molti fondano la loro arte sulle trovate, sull'allettante e aleatoria dimensione dell'idea 'nuova': è dunque più facile rischiare di non averne a sufficienza, come un giorno capiterà a Cattelan e a quelli come lui.
Ma questo di Zak è un altro percorso, almeno mi sembra sincero, dopo che ho letto alcune sue cose, è proprio una specie di afasia compositiva, è il suo modo di esprimersi attraverso l'altrui, non una trovata.
Un ringraziamento và a tutti coloro che hanno reso possibile il presente dibattito.
Zak Manzi
Il mediocre copia, il genio ruba....!
Veramente interessante questo lavoro!
Degno di nota l'allestimento,le innumerevoli copie del Flash Art di Zak Manzi sono talmente tante e disposte ovunque da diventare un vero e proprio "tormentone" come la vera rivista Flash Art.
Spero Politi abbia avuto l'opportunità di visitare questa mostra e di visionare l'opera...dato che per la prima volta una copia costa più dell'originale rompendo la legge del contrabbando..
Complimenti a Zak Manzi,giovane ma audace!!
Carmel Benson
Flash Art
IL PERPETUO PLAGIO
Casualmente mi ritrovo di nuovo di fronte al tuo articolo e sorrido pensando che, a sua volta, è un plagio. Sai, scrivo molto liberamente. Inconsapevole che ti fosse stato assegnato, scrissi l'articolo al tuo posto. La caporedattrice te l'ho inviò e tu, lo scopiazzasti. Ma i plagi del Manzi sono effettuati da terzi. Ti manca un passaggio. Buon lavoro.