Categorie: napoli

fino al 4.V.2009 | Transit 1 | Napoli, Madre

di - 9 Aprile 2009
Complesso paesaggio concettuale e persino museografico è quello disegnato dalla prima prova di Transit. La linea-guida del “transito” moltiplica i punti di vista nel pluri-centrismo ma l’itinerario progettuale è un percorso coerente, che crea un panorama di associazioni mentali e rende possibili inedite connessioni.
Che sia nell’unire, non nel separare, l’anima del transito, è risultato evidente già nell’invasione dei manifesti urbani di Empathy di Mariangela Levita, che per un anno affiancherà le mostre della PR, connotandole di un’“immagine coordinata”. Arte “dislocata” e segnaletica, abbraccio creativo alla città martoriata che, nella manciata di secondi rubata ai vorticosi transiti quotidiani, crea un improvviso cortocircuito di autocoscienza.
Non informa e non pubblicizza, il brand visivo dell’artista, ma spiazza: chiede solo “empatia” d’arte. Ricorda che gli occhi possono esistere non solo per comprare. Porta il museo nella strada, e proprio il Madre, spesso accusato di separatezza rispetto al contesto sociale.
La compenetrazione nel viaggio conduce anche Domenico Antonio Mancini a ibridare le proprie simbologie culturali con quelle del duo egiziano con cui dialoga. Imponente oggetto scultoreo, l’aquila dorata di Mancini, tratta dalla bandiera dell’Egitto, sembra la macroscopica “tipicizzazione” neopop di un patriottismo esasperato. Ma, mentre la sua “solidità” si scioglie nel dissacrante contrasto col polistirolo in cui è forgiata, sfiorando un caustico kitsch, si scopre che italiani sono i colori dello stemma, e la scritta recita “Repubblica araba d’Italia”. Mordace denuncia del neocolonialismo che esautora subdolamente un popolo nel suo cuore.

Palesata, l’invadenza europea è poi snocciolata, cifre alla mano, dalla vicina grafica che freddamente svela il debito del Paese verso l’Italia. Volutamente ancor più “didascalico” è il terzo intervento dell’autore, che inserisce nell’audioguida della mostra Alighiero & Boetti, ospitata negli spazi principali del Madre, commenti sulla storia neocoloniale dei Paesi visitati da Boetti. Lontana dall’essere una “trovata”, l’opera, probabilmente la migliore della mostra, slitta in una riflessione metalinguistica che – mentre ricostituisce a cavallo del tempo un impossibile duo Mancini & Boetti parallelo alla coppia egiziana e induce nuovi sorprendenti percorsi museografici – stravolge i ruoli di “commentato” e “commentatore”, e restituisce all’arte un’attitudine conoscitiva e di denuncia.
Cavalca il tempo anche la ricerca di Sherif El-Azma e Nermine El Ansari (entrambi nati al Cairo, 1975) sulle costanti archetipiche e sui mutamenti del concetto di “collettività”. Se il passato remoto o vicino del collettivo è evocato dall’anfiteatro di Pompei e dal 3d del San Paolo, il suo presente e futuro dissolversi nel “connettivo” è sanzionato dal Live at Pompei senza audience dei Pink Floyd e dai commenti del web.

Nuovi riti per nuove community, sempre meno spettatrici e sempre più attrici di “transiti” virtuali.

articoli correlati
L’intervista ai nuovi curatori della Project Room del Madre
Mancini a Piacenza

diana gianquitto
mostra visitata il 26 marzo 2009


dal 26 marzo al 4 maggio 2009
Transit 1
a cura di Adriana Rispoli, Eugenio Viola e William Wells
MADRE – Museo d’Arte Donna REgina
Via Settembrini, 79 (zona San Lorenzo) – 80139 Napoli
Orario: da lunedì a venerdì ore 10-21; sabato e domenica ore 10-24; martedì chiuso
Ingresso: intero € 7; ridotto € 3,50; lunedì ingresso libero
Info: tel. +39 08119313016; www.museomadre.it

[exibart]

Visualizza commenti

  • I tuoi sono solo versamenti di bile, e si riconoscono dal fatto che non argomenti le tue affermazioni.
    E' facile (e da vigliacchi) bersagliare il lavoro degli altri con frasi stringate e distruttive che però non portano a niente.

    Sei un invidioso e un vigliacco, e ti ho anche spiegato il perchè.
    Si vede che il freddo non fa bene al fegato (almeno al tuo).

  • l'ennesima mostra che è solo un rigo in più nel curriculum degli artisti e dei curatori.

    si salva solo l'intervento urbano di Mariangela Levita

  • ... attenti che Cycelin vi invade lo spazio della project room, ci fa un soppalco e ci viene a vivere!

Articoli recenti

  • Mostre

Architettura ed effimero alla Querini Stampalia: la mostra “Nulla di preciso” nell’Area Scarpa

A Venezia, fino al 12 aprile 2026, la mostra curata da Luigi Prestinenza Puglisi mette in dialogo il progetto per…

5 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

A Milano, l’asta di Kruso Art che intercetta collezionisti consolidati e nuove generazioni

Dadamaino, Schifano, Lichtenstein, Nara. I grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea si incontrano in un catalogo che fonde titoli iconici…

4 Marzo 2026 21:22
  • Arte antica

Un busto di un Cristo Salvatore a Roma potrebbe essere di Michelangelo

Un busto del Cristo Salvatore, conservato nella basilica di Sant’Agnese a Roma e prima attribuito a un anonimo scultore del…

4 Marzo 2026 18:02
  • Arte contemporanea

Si può indossare un’opera d’arte? A Milano il confronto tra Maria Calderara e Tomaso Binga

Un progetto espositivo che unisce il gesto sartoriale della stilista alla scrittura asemantica dell’artista. La collezione #WWWWOMANWORDWRITINGFW26/27 trasforma il corpo…

4 Marzo 2026 16:43
  • Mostre

All’Accademia Carrara di Bergamo va in mostra una storia dei Tarocchi lunga sette secoli

A Bergamo, l’Accademia Carrara ripercorre sette secoli di storia dei tarocchi, dalle corti rinascimentali alla contemporaneità, riunendo per la prima…

4 Marzo 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

L’onda coreana arriva nei musei, dal Guimet di Parigi al MASI Lugano

Dalla grande rassegna del Musée Guimet di Parigi, alla mostra di videoarte al MASI di Lugano, i musei europei esplorano…

4 Marzo 2026 13:30