Categorie: napoli

fino al 5.IX.2006 | Giuseppe Pirozzi | Napoli, Castel Nuovo

di - 4 Settembre 2006

Titoli emblematici, onirici, accompagnano le opere di Giuseppe Pirozzi (Napoli, 1934); titoli che evocano forme astratte negate dalla materialità del risultato, che mettono in moto una fuga di significati a partire da quell’unico significante. Le forme sono profondamente classiche ed eccezionalmente contemporanee, calibratura perfetta per creare uno spaesamento spazio-temporale. I volti femminili, incastonati in ingranaggi infernali, parlano restando in silenzio, citano muse inquietanti e si presentano come frammenti di classicità nel turbinio dell’assemblaggio oggettuale.
Dalle prime opere degli anni Cinquanta, definitivamente incompiute, quasi pezzi di archeologia portati alla luce per caso, si passa alla laboriosità delle opere degli anni successivi; un percorso che si snoda dall’incompleto alla complessità, muovendosi su quella “dolce incurvatura lirica della memoria” (V. Corbi) che caratterizza la produzione dell’artista.
Leit motiv è la tensione materica, intimamente michelangiolesca nel contrapporre soffio di vita e pesantezza della carne; i suoi protagonisti sono “larve organiche” (E. Crispolti) che dominano lo spazio alla ricerca di una propria espansione ambientale, dunque vitale.
Il continuo contrasto tra superfici lisce e increspate, i suggestivi effetti chiaroscurali, fanno parlare di neo barocco, e che se ne parli a Napoli non è certo un caso. Ma la forza del bronzo risiede anche in effetti coloristici difficilmente sperimentati in tutta la loro potenza espressiva. Pirozzi fonde ed intaglia, leviga e assembla, lavora come artigiano e come artista. Racconta l’anelito alla vita che ogni bozzetto racchiude, ma non si trasforma mai in vero Pigmalione, lasciando l’opera poeticamente imperfetta.

Spigoli e superfici lisce si succedono creando un tragitto singhiozzato che conduce fino alle opere degli ultimi anni. Iraq, del 2004, evoca collage ben più drammatici di quelli del Nouveau Rèalisme, cui Pirozzi ha certamente guardato con interesse. È proprio in questa infinità di riferimenti, velati o meno, che l’opera dell’artista si caratterizza, e si differenzia.
Se le sue opere sono macchine celibi, folle mistura di meccanismi di memoria duchampiana, dove ognuna ha senso per sé (e una problematica relazione con l’altro), d’altro canto è impossibile non cogliere l’eco di una classicità che timidamente viene allo scoperto nel momento del caos totale, riportando ordine. Le sue sculture sono così; carne e spirito, oblio e memoria.

link correlati
www.giuseppepirozzi.it

alessandra troncone
mostra visitata il 18 luglio 2006


Giuseppe Pirozzi
Castel Nuovo – Maschio Angioino – Piazza Municipio – 80133 Napoli
Orario: dal lunedì al sabato 9.30-18.00, domenica chiuso
Biglietti: 5,00 euro, gratis per under 18, over 65, studenti di facoltà artistiche.
Info: tel. +39 0817955877
Catalogo: Giuseppe Pirozzi, a cura di Vitaliano Corbi, Paparo edizioni


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mostre

It’s Cold Outside. Alessandro Artini protagonista a Ortisei

Fino al prossimo 15 marzo, a Ortisei, la Galleria Doris Ghetta ospita “It's Cold Outside”, mostra personale di Alessandro Artini,…

20 Febbraio 2026 0:02
  • Fotografia

90 anni di fotografia italiana e non solo, in bianco e nero: la mostra a The Pool di Milano

Gli spazi di The Pool NYC di Milano ospitano il secondo capitolo di un ambizioso progetto espositivo dedicato al grande…

19 Febbraio 2026 18:30
  • Fiere e manifestazioni

Investec Art Fair apre le porte a Cape Town: la proposta delle gallerie italiane

Apre le porte la 13ma edizione di Investec Art Fair di Cape Town: cinque gallerie italiane costruiscono percorsi distinti, tra…

19 Febbraio 2026 17:39
  • Beni culturali

Campanile di Giotto, al via i restauri: un investimento da 60 milioni per Piazza del Duomo a Firenze

Al via il restauro integrale del Campanile di Giotto, mentre sono in conclusione i lavori al Collegio Eugeniano e prosegue…

19 Febbraio 2026 17:03
  • Mostre

La promessa latente nella fotografia perturbante di Linda Fregni Nagler

Con una serie di opere realizzate nell’arco degli ultimi vent’anni, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di…

19 Febbraio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Collezionare significa costruire un ecosistema complesso: intervista a Eugenio Sidoli

Amministratore delegato di Max Mara e fondatore, insieme alla moglie Sandra Varisco, di SpazioC21 di Reggio Emilia, Eugenio Sidoli ci…

19 Febbraio 2026 13:54