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Fino al 7.IX.2018 | Maria Thereza Alves, Time, Trade and Surplus Value | Galleria Alfonso Artiaco, Napoli

di - 1 Settembre 2018
Senegal, Time, Trade and Surplus Value è il titolo del video del 2004 che Maria Thereza Alves ha presentato per la prima personale alla Galleria Alfonso Artiaco. La narrazione indugia sugli elementi galleggianti, abiti quasi irriconoscibili che assumono una valenza tragica, così facilmente assimilabili alle agghiaccianti immagini dei corpi dei migranti dispersi in mare. Queste stoffe rimandano a una emergenza non solo umanitaria ma anche ecologica, in quanto scarti che si accumulano e conquistano il loro spazio nella natura. Un video impegnativo, pur nella sua semplicità, teso a concretizzare la consapevolezza che il consumo compulsivo e irrinunciabile di beni abbia a che fare non poco con l’attuale situazione socio-politica. Due discorsi separati che si uniscono negli occhi dello spettatore, fino a confondersi. Il video, peraltro, ha prestato il titolo alla mostra, evidenziando quale sia il tono dell’intero progetto espositivo, addolcito solo dalla bellissima figura femminile realizzata in vetro, Shaushka, divinità che trae le proprie origini dal bacino del Mediterraneo, immagine scelta per la comunicazione.
Maria Thereza Alves, Time, Trade and Surplus Value
Similmente, Urban Rituals si compone di fotografie di carcasse di volatili in decomposizione che ci pongono innanzi al concetto della morte e alla fragilità, un memento mori in chiave contemporanea. Come di consueto, Maria Thereza Alves, artista brasiliana che vive e lavora tra Napoli e Berlino, insinua attraverso immagini affascinanti un metodo orientato a mettere in discussione le modalità di conduzione della nostra quotidianità, evidenziando le contraddizioni del benessere e del consumismo.  A corredo dei temi ambientali, quello dell’economia è l’argomento dominante e rivelatore di quanto l’eccedenza e la sovrabbondanza siano economicamente ed ecologicamente insostenibili.
Il processo di disvelamento caratterizza la scelta di esporre opere su carta, sulla quale è stato impresso il segno di piante infestanti, le stesse che ci si affatica estirpare e sopprimere. L’elemento indesiderato viene espulso dalla confort zone, un meccanismo riproducibile a ogni livello e in ogni contesto. Unrejected with flora è un inno all’inopportuno, all’indesiderato che si mostra con la sua bellezza inattesa, in opposizione ai concetti di produttività ed efficacia.
Un mascheramento funzionale è insito anche nell’opera dedicata al mito fondativo di Napoli, Everything That Happens Over All The Generous Earth, nella quale il canto ammaliatore delle sirene cela il verso delle foche. Il dato fantastico rivela il punto di vista maschile, dominante nella cultura omerica e in generale in quella occidentale, per il quale gli elementi naturali non compresi dall’uomo sono trasformati in esseri antropomorfi femminili, di incantevole bellezza ma anche portatori di sventure.
Nella mostra, densa per materiali, soluzioni e temi, l’artista dà spazio a opere in bronzo e ferro, come Through the fields and into the woods, lavoro in cui la natura si traduce in arabeschi stilizzati, induriti dalla presenza di catene dalla fattura industriale che appesantiscono la struttura sospesa.
Luciana Berti
Mostra visitata il 4 luglio
Dal 4 luglio al 7 settembre 2018
Maria Thereza Alves, Time, Trade and Surplus Value
Galleria Alfonso Artiaco
Piazzetta Nilo, 7 – 80134, Napoli
Orari: dal martedì al sabato, dalle 10 alle 20
Info: info@alfonsoartiaco.com

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