L’esposizione, curata da Antonio d’Avossa, comprende circa quindici opere eseguite da Omar Galliani fra il 1999 e il 2002. Alcune di esse sono state realizzate in esclusiva per questa mostra. Di grande potenza lirica è la recente serie dal titolo Breve storia del tempo: una nave sembra avanzare avvolta nella nebbia; una vetrata, che rimanda ad antiche cattedrali, è velata da fumi; un particolare araldico s’insinua nella memoria e non esige spiegazioni. Il risultato formale ricorda alcune fotografie d’epoca: originari esempi rivolti alla riproduzione della realtà che non s’impone, ma è solo, impercettibilmente, evocata.
Il costante richiamo alla cultura orientale trasforma i lavori visivi di Galliani in Mantra e Sutra, vale a dire strumenti del pensiero intrisi di energia che sembra trascendere la realtà. I suoi Sutra del Diamante correlano il fascino e l’eleganza della pietra preziosa allo spiritualismo della parola divina; la realtà delle cose vive con la magia alchemica che, pur non manifestandosi
Ognuna delle pareti che chiudono lo spazio rettangolare della galleria è occupata da diverse serie di opere, come a voler pronunciare tanti diversi discorsi. Così alle piccole tavole quadrate, completate da sottili bande di colore rosso, si accompagnano lavori di grande formato, in cui volti di donne enigmatiche sembrano osservare il percorso del visitatore. Tutto però converge sul fondo della sala, da cui emerge Mantra, ancora nuove stelle , l’unica opera in cui il volto di una donna non è reso col grafite sulla tavola, ma si condensa in un colore blu, ulteriormente enfatizzato dal supporto bianco. È proprio con questo unicum cromatico che termina la mostra dell’artista emiliano, che, ancora una volta, trascina in un mondo ricco di enigmi, in cui la realtà si confonde con la magia.
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un grande, sì...della marchetta!!!!!!!!!!
Omar Galliani? UN GRANDE.