Alessandro Roma, exhibition view The Eye Of The Inner Leaf, Yamamoto Keiko Rochaix Gallery, 2020, London, ph Alexander Christie, courtesy the artist and Yamamoto Keiko Rochaix Gallery
A Londra, alla Yamamoto Keiko Rochaix Gallery, lo scorso 5 marzo è stata inaugurata la personale di Alessandro Roma (1977, Milano) âThe Eye Of The Inner Leafâ, con quattro wall painting a tutta parete, tre sculture e una serie di dieci opere su carta (fino al 30 aprile).
A ispirare Alessandro Roma per le opere esposte a Londra, ha spiegato la galleria, il concetto di âselvaggioâ in Cesare Pavese, che in mostra si è tradotto in un viaggio allegorico nella natura è in se stessi.
Lo scritto in questione è tratto da Il mestiere di vivere e datato 1 settembre 1944:
ÂŤLa natura impassibile eĚ forse semplicemente un complesso di riti da noi superati, la piuĚ antica delle superstizioni con cui lâuniverso tentoĚ di giustificarsi.
Essa fu tale per lâistinto, che si fondoĚ sulle sue leggi e ne trasse ragione di vita.
Poi, con lâavvento dello spirito la natura divenne arbitrio, volontaĚ divina e i riti vi sâinformarono.
Ora eĚ tornata legge, meccanismo â ecco percheĚ lâistinto riemerge e il vero rito dei tempi razionalistici eĚ lâarte (= il rituale dellâinconscio istintivo)Âť.
ÂŤUnâallegoria del selvaggio.
Una foglia e un occhio, quello interiore, per tornare alla terra, farsi radice e riscoprirsi di nuovo natura: âThe Eye Of The Inner Leafâ di Alessandro Roma eĚ un viaggio allegorico nelle profonditaĚ dellâinconscio, una celebrazione dellâistinto che, attraverso il gesto pittorico, si trasforma in una visione pura del selvaggio che abita in noi.
Dalle pitture murali ai lavori su carta, lo sguardo si perde in una selva di forme primordiali dove ogni singolo elemento raffigurato si contrappone allâaltro con una forza espressiva che gli eĚ propria a testimonianza che, in natura, tutto ha ragion dâessere. Custodi di questâordine le tre sculture della serie My Head Inside The Nature (2019), divinitaĚ silvane, dallâaspetto fitomorfo e dai poteri apotropaici, che rimandano a un tempo lontano, in cui uomo e natura vivevano in totale simbiosi. CosiĚ eĚ per lâinconscio, dove istinti e desideri arcaici convivono originando uno stato di pre- conoscenza di noi stessi e della realtaĚ.
La strada segnata da questa mostra eĚ dunque quella del ritorno al selvaggio e a una dimensione mitica, irrazionale e senza tempo quanto la spiegazione magica del mondoÂť, si legge nel comunicato stampa.
A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…
AllâAbbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali dâarchivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…
Aste, fiere e musei: cosĂŹ Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano lâevoluzione dei nuovi media nel sistema dellâarte
L'antologica diffusa in tre cittĂ umbre restituisce la complessitĂ di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…
Pioniera del ritratto e dellâautoritratto, Catharina van Hemessen è stata una delle prime donne pittrici del Cinquecento europeo. Una mostra…
Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte…