Categorie: Opening

Da Rovereto parte il “Viaggio in Italia”

di - 20 Aprile 2018
2 gennaio 1881. Alla Scala di Milano, tra concitamento e trepidazione, si svolge la prova generale di uno spettacolo nuovo nel suo genere che sarebbe diventato memorabile: il Ballo Excelsior. Va in scena l’imponente coreografia di balletti mimici ideata da Luigi Manzotti tra le vigorose note musicali di Romualdo Marenco. Oltre 450 comparse, un trionfo di ballerine, di bandiere nazionali e, soprattutto, di luci per celebrare i miracoli della scienza moderna, come la pila di Alessandro Volta e la lampadina di Thomas Edison. L’happy end è assicurato con l’allegoria della vittoria del Progresso, sotto forma di luce elettrica, che sconfigge le tenebre dell’Oscurantismo. Il mondo e l’umanità ora, sotto una luce diversa, guardano a un futuro migliore. E, di lì a poco, nel capoluogo lombardo cominciarono a fare la loro comparsa le eleganti sentinelle del pionieristico servizio pubblico di erogazione dell’illuminazione elettrica, perfezionato nel primo decennio del Novecento. Lampioni in ghisa nuovi di fabbrica (la prestigiosa Compagnia Anonima Continentale, già Brunt & C.) alti ben otto metri per oltre una tonnellata di peso, contribuirono al morphing estetico del volto di Milano e ne divennero simbolo del progresso. Ma più delle esuberanti decorazioni con drappi, foglie e frutti, rami di alloro con bacche, capitelli corinzi, volute e foglie d’acanto, poterono i loro corpi illuminanti, da cui si irradiava, potente e suggestiva come non mai, la luce artificiale generata dall’energia elettrica. Una novità dirompente. Da allora nulla è stato più come prima. La notte non fu più il regno della luna, ma della luce elettrica dei fari, dei lampioni, delle lampadine, che ne mutarono per sempre i colori e le rubarono ore e ore alimentando una nuova generazione di “nottambuli” sospesi in un’intensa vita notturna.
L’Ottocento è un secolo di invenzioni scientifiche e industriali che rivoluzionano le abitudini di più di una generazione. L’invisibile diventa visibile grazie al microscopio, ai raggi X, al radar; la luce non è più solo un fatto naturale, ma un fenomeno ottico artificiale. L’atteggiamento nei confronti del mondo cambia radicalmente, consentendo alle emozioni di raggiungere una centralità prima ignota. Diventa sostanziale l’individualità del pittore, non più chiamato a rappresentare la realtà, ma a interpretarla. Alla ricerca non del vero, ma del sentimento del vero: “non il vero della natura, ma l’emozione della natura filtrata dalla soggettività dell’artista” scrive Alessandra Tiddia, curatrice della mostra “Viaggio in Italia”, dalla veduta alla visione, che si inaugura oggi nelle sale del Mart di Rovereto.
Da Giuseppe De Nittis a Giovanni Fattori, da Pietro Fragiacomo a Giuseppe Pellizza da Volpedo, dalla Scuola di Posillipo all’innovativa esperienza dei Macchiaioli toscani, gli spettatori avranno così la possibilità di imbattersi nei “paesaggi dell’anima” di tendenza simbolista, presentati nelle prime edizioni della Biennale di Venezia, basi fondanti della pittura moderna in Italia. (Cesare Biasini Selvaggi)
In homepage: Ippolito Caffi, Ascensione in mongolfiera nella campagna romana, 1847, Musei civici di Treviso, Treviso
In alto: Giuseppe De Nittis, L’Ofantino, 1866, Collezione privata
INFO
Opening: dalle 19.00 alle 21.00 con ingresso gratuito
Viaggio in Italia. I paesaggi dell’Ottocento dai Macchiaioli ai Simbolisti
a cura di Alessandra Tiddia
dal 21 aprile al 26 agosto 2018
Mart Rovereto
Corso Bettini 43, Rovereto (TN)
orari: martedì-domenica 10.00-18.00; venerdì 10.00-21.00. Lunedì chiuso
t. 800 397760 – www.mart.trento.it

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