Categorie: Opening

Fabrice Bernasconi Borzì alla Galleria Massimo Ligreggi

di - 25 Marzo 2023

Una mostra in cui Fabrice Bernasconi Borzì, nato a Ginevra e tornato a vivere a Catania nel 2018 si racconta. Un viaggio a ritroso, una riflessione su sé stesso che rivela una dualità ricorrente nella sua creazione artistica ma anche nella sua personalità.

Convivono due cittadinanze, due anime, due attitudini nei lavori di Fabrice Bernasconi Borzì.  «Questo corpus di riflessioni non intende spiegare cosa stiamo guardando bensì guarda al qui ed ora della nostra presenza, esistente, materica e toccante» come spiega Elsa Barbieri, autrice del testo critico che ci accompagna nella lettura della mostra. L’installazione one last tango, fulcro della sala principale della galleria, avvia la prima riflessione, si può identificare la danza come una delle possibilità dell’esistenza? Due lame sospese dal soffitto, realizzate a mano, che, attivate da un impianto analogico, danno vita a un movimento. Una danza della durata di 3 minuti, in cui si incontrano, si scontrano, si toccano e si allontanano.

Fabrice Bernasconi Borzì, abbandonarsi ogni tanto è utile, 2023. Installation view, Galleria Massimo Ligreggi, Catania. Ph. Luca Guarneri

«Perché la danza, come il toccare, è movimento e rappresenta in sé la manifestazione del corpo ontologico, unico senso dell’esistenza. Il toccare danzante che appartiene all’opera, […] ci consente un abbandono radicale all’esistenza che apre lo sguardo alla singolarità plurale dell’esistente e ci restituisce a pieno il senso della libertà.»

Due lame che custodiscono un silenzio fremente interrotto dal rumore assordante del loro tocco, metafora di una stabile disarmonia in cui convivono movimento e immobilità. Popolano la stessa stanza anche due ritratti, un uomo e una donna, due silenziosi spettatori della danza, i primi. Un’opera autobiografica, riflesso della personalità del suo creatore, in cui dialogano la leggerezza, la gioia di vivere e il calore, propri della cultura mediterranea, e la freddezza, in termini materici, più vicina al rigore svizzero. Ma one last tango, è anche un’opera collettiva, l’artista se ne distacca, lasciando a chiunque la possibilità di partecipare a questa danza che ipnotizza i propri spettatori. Il percorso poi prosegue con this could be. Dove situazioni quotidiane, icone e simboli del Sud italia, vengono riprodotti con stampe in quadricromia incollate su pannelli di legno, diventando configurazioni per installazioni future.

Fabrice Bernasconi Borzì, abbandonarsi ogni tanto è utile, 2023. Installation view, Galleria Massimo Ligreggi, Catania. Ph. Luca Guarneri

Infine, un cartello, ci ricorda che abbandonarsi ogni tanto è utile, con il tipico fare artistico di Bernasconi Borzì, semplice, minimale, impulsivo e paradossale. Un linguaggio spesso provocatorio, tradotto nella realizzazione dei suoi cartelli, ispirati a quelli che i manifestanti tengono tra le mani, che riportano giochi di parole spesso autocritici.

Il lavoro di Fabrice Bernasconi Borzì è quello di un moderno Marcel Proust, raccoglie impressioni collegate alle proprie sensazioni, come racconta lo stesso artista, «queste impressioni si sarebbero rinforzate, avrebbero assunto la consistenza di un tipo particolare di piacere, e quasi di un quadro d’esistenza che avevo, d’altronde, raramente occasione di ritrovare, ma nel quale il risvegliarsi dei ricordi poneva nella realtà materialmente percepita una parte abbastanza grande di realtà evocata, pensata, inafferrabile».Primo spettatore di sé stesso, l’artista si considera «spugna e un ladro di idee, ma che lavora sodo per essere, veramente, quello che è», portando avanti un convinto tentativo di attuare un’inversione di marcia, uno slittamento dall’avere al sembrare.

Creare sovvertendo. Abbandonarsi all’otium per avere le forze di alzarsi. L’abbandono è un atto di grande determinazione e Fabrice Bernasconi Borzì lo ricorda a tutti noi.

Fabrice Bernasconi Borzì, abbandonarsi ogni tanto è utile, 2023. Installation view, Galleria Massimo Ligreggi, Catania. Ph. Luca Guarneri

Articoli recenti

  • Teatro

L’Orlando di Virginia Woolf diventa un monologo sulla bellezza e sulla morte

Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…

21 Febbraio 2026 13:30
  • Design

Torna la Lidl mania: tutti in fila per la nuova bag disegnata da Nik Bentel

Lidl lancia la Trolley Bag firmata Nik Bentel: una borsa in acciaio ispirata al carrello della spesa e destinata a…

21 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Il caso Goliath si chiude: il Sudafrica non parteciperà alla Biennale di Venezia 2026

Dopo la cancellazione del progetto di Gabrielle Goliath, considerato "divisivo" per il coinvolgimento di una poetessa palestinese, il Sudafrica conferma…

21 Febbraio 2026 11:30
  • Beni culturali

L’Ecce Homo di Antonello da Messina va in tour: L’Aquila prima tappa

Dopo l’acquisto per 14,9 milioni di dollari da parte dello Stato, l’Ecce Homo di Antonello da Messina sarà esposto in…

21 Febbraio 2026 10:18
  • Fotografia

Agli Scavi Scaligeri riapre il Centro di Fotografia: gli archivi di LIFE raccontano gli sport inverali

Gli Scavi Scaligeri tornano accessibili con un progetto inedito dagli archivi LIFE: un percorso con oltre cento immagini degli sport…

21 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02