Ebbene sĂŹ, sembra proprio che oggi in Italia ricorra il D-Day delle inaugurazioni. Ecco, quindi, un sintetico slalom solo di alcuni dei numerosi opening che vedranno la luce in giornata.
Con diciannove sculture di grandi e medie dimensioni collocate nel parco della Fondazione Whitaker, a Palermo, Alba Gonzales dĂ vita a un viaggio ideale e simbolico attraverso i miti mediterranei, rivissuti nel moto pendolare fra desiderio e nostalgia. Come scrive in catalogo il curatore della mostra, Gabriele Simongini, âDi fronte a una societĂ votata alla ricerca dello stordimento e anestetizzata dai social network, la Gonzales, manifestando un intenso impegno etico, forza volutamente i toni delle tematiche scelte (lâaviditĂ , lâossessione per il sesso e il potere, la vanitĂ , il dominio del narcisismo e dellâapparire, la furia bellicista, ecc.), li rende icastici, teatrali e quasi iperbolici, portando al tempo stesso avanti la necessitĂ di non cancellare la memoria e i mille fili che ci legano al focolare del passato, da tenere sempre accesoâ.
A Roma è il turno della Galleria Mucciaccia che propone unâinedita raccolta di lavori di due noti artisti britannici, Richard Patterson e Ged Quinn, per la prima volta insieme nella CittĂ Eterna, in una mostra curata da Catherine Loewe. Nati entrambi nel 1963 nel Regno Unito, Patterson e Quinn si affermano alla fine degli anni Ottanta, quando lâarte britannica ottiene un riconoscimento internazionale. Questo periodo rappresenta un cambiamento di paradigma, caratterizzato dalla prevalenza di unâarte concettuale capace di distaccarsi dalle convenzioni della dottrina post-modernista e dalle gerarchie stabilite del mondo dellâarte. Il lavoro di Patterson e Quinn si radica in questo ambiente. Tramite interessanti processi artistici e una minuziosa ricerca di materiali, ciascuno a proprio modo, elabora un personale linguaggio mediante il quale esplora le infinite sfumature del mezzo pittorico.
Sempre nellâUrbe, poi, z2o Sara Zanin Gallery presenta âHidden Beautyâ, mostra collettiva a cura di Marina Dacci e KrisĚtof Kintera con lavori di Anna HulacĚovaĚ, KrisĚtof Kintera, Pavla ScerankovaĚ e Richard Wiesner. Per la prima volta un progetto esce dagli spazi della galleria disseminando alcune opere in luoghi desueti. Kintera, artista e co-curatore del progetto, inserisce frequentemente i suoi lavori in spazi non istituzionali. Lâidea eĚ offrire allo spettatore, con lievitaĚ e ironia, un percorso in luoghi praticati con altre finalitaĚ, per allenare lâocchio a cercare quella bellezza per cosiĚ dire âa portata di manoâ.
Milano, dal canto suo, ârispondeâ con il pregevole progetto espositivo della GALLERIA 10 A.M. ART dedicato a Bruno Munari nella mostra dal sottotitolo âCreatore di formeâ. A cura di Luca Zaffarano, il percorso espositivo affronta la complessitĂ della ricerca sperimentale di uno degli artisti piĂš significativi del panorama italiano del XX secolo, attraverso una selezione di opere storiche, come una âMacchina Aritmicaâ del 1951, un esemplare di âConcavo-Convessoâ, una âMacchina Inutileâ del 1956 e, poi, una âScultura da viaggioâ, un prototipo di âTetraconoâ del 1965, xerografie originali e altro ancora.
La Triennale, invece, apre oggi i battenti a una mostra che presenta in modo inedito la figura di Luigi Ghirri, mettendo in luce lâimportanza della sua opera nellâambito dellâarchitettura. Lavorando in collaborazione con la rivista âLotus Internationalâ dal 1983 per circa un decennio, il celebre fotografo emiliano ha portato infatti allâarchitettura un nuovo modo di guardare, capace di comprendere il progetto in relazione agli aspetti contraddittori e alle aporie dei paesaggi contemporanei.
Sempre a Milano, questa volta in campo âemergentiâ, è di scena lâartista italiano El Gato Chimney da Antonio Colombo Arte Contemporanea, con una nuova personale, âTrue Northâ, a cura di Michela DâAcquisto. Mentre lâago della bussola indica per convenzione il nord magnetico, il âvero nordâ dellâartista non è subordinato alla topografia: si trova dove la magia popolare e la tradizione sciamanica ancora dominano sulla ragione ma, in particolare, dove lâuomo non è stato in grado di prevalere sulla natura, adattandosi quindi alla sua volontĂ . Supportato come sempre da approfondite ricerche, con i lavori che compongono âTrue Northâ, El Gato Chimney si spinge sempre piĂš a nord, in un percorso fittizio alla ricerca della sua essenza elusiva.
La lunga linea della figurazione, in questo caso dâannata, ci conduce oggi anche a Napoli, da Casamadre Arte Contemporanea. Dove, mentre riprende â anzi addirittura raddoppia â gli elementi piĂš iconici del paesaggio napoletano, estraendoli per mano di un sapiente copista indiano dal repertorio delle gouaches ottocentesche, Francesco Clemente vi innesta in occasione di questo suo appuntamento partenopeo di suo pugno una quantitĂ di motivi altri, esotici e stranianti agli occhi di chi conosce a menadito i temi classici della cartolina partenopea. (Cesare Biasini Selvaggi)
In homepage: El Gato Chimney, Untitled, 2018, acquerello e tecnica mista su carta, 200Ă136 cm (courtesy Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano)
In alto: Richard Patterson, Come to Mama, 2000. Olio su tela, 208.3 x 315 cm (courtesy Galleria Mucciaccia, Roma)