A pochi giorni dalla chiusura della storica Libreria Internazionale Hoepli e a poco più di due mesi dall’avvio della liquidazione volontaria della società, si è spento a Milano Ulrico Carlo Hoepli, figura che per oltre mezzo secolo ha rappresentato una delle dinastie editoriali più longeve e riconoscibili del panorama culturale italiano. Aveva 91 anni. Ricoverato nelle scorse settimane al Policlinico per una polmonite bilaterale, era stato successivamente trasferito in un hospice, dove è morto nella mattinata di oggi.
La sua scomparsa coincide con uno dei momenti più delicati nella storia dell’azienda fondata dal bisnonno, l’editore svizzero Ulrico Hoepli (1847-1935), che nel 1870 inaugurò a Milano una libreria destinata a diventare un punto di riferimento per generazioni di studenti, professionisti e lettori.
Nato nel 1935, laureato in giurisprudenza, Ulrico Carlo Hoepli entrò nell’impresa di famiglia negli anni Sessanta, raccogliendo progressivamente il testimone della quarta generazione. Sotto la sua guida, la casa editrice ha consolidato il proprio ruolo nell’ambito della manualistica tecnico-scientifica, ampliando nel tempo il catalogo verso l’editoria scolastica, l’informatica, l’economia e la formazione professionale, senza rinunciare alla vocazione divulgativa che ne aveva caratterizzato la storia.
Accanto all’attività imprenditoriale, Hoepli ha ricoperto numerosi incarichi nel mondo editoriale, tra cui quelli di consigliere della SIAE, tesoriere dell’Associazione Italiana Editori e vicepresidente della Federazione degli Editori Europei, della quale divenne presidente nel 1998. In un’intervista rilasciata nel 2011 a Swissinfo ricordava il legame tra la famiglia e Milano: «Il nostro fondatore aveva capito che il futuro per l’editoria in lingua italiana era proprio in questa città. Grazie alla sua lungimiranza, io e i miei figli continuiamo a poter svolgere ancora oggi il nostro mestiere».
Negli anni Ottanta e Novanta la Libreria Internazionale Hoepli conobbe una nuova espansione, arrivando a occupare sei piani dell’edificio di via Hoepli, progettato nel 1958 da Figini e Pollini, e a ospitare oltre 175mila titoli, diventando una delle più grandi librerie d’Europa. Parallelamente, la casa editrice continuò a sviluppare un catalogo sempre più articolato, mantenendo una posizione centrale nella formazione tecnica e professionale italiana.
Negli ultimi anni, tuttavia, la storica azienda è stata attraversata da profonde tensioni societarie. La gestione era passata alla quinta generazione, rappresentata dai figli Barbara, Matteo Ulrico e Giovanni Hoepli, mentre si intensificava il contenzioso con il cugino Giovanni Nava, titolare del 33% delle quote. Nel dicembre 2025 il Tribunale di Milano aveva disposto il sequestro cautelare del 67% della società detenuto dagli eredi Hoepli, affidandolo a un custode giudiziario nell’ambito della disputa in corso.
Il 10 marzo 2026 l’assemblea dei soci ha deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione volontaria della Hoepli Spa, motivando la scelta con i risultati economici negativi e con le difficoltà del mercato editoriale e librario. Da allora è iniziato un progressivo smantellamento del gruppo. Il ramo dell’editoria scolastica è stato ceduto al Gruppo Mondadori, che ha acquisito anche lo storico marchio Hoepli, mentre il palazzo di via Hoepli è stato venduto a un fondo statunitense.
Il 25 maggio scorso ha chiuso definitivamente la Libreria Internazionale Hoepli, dopo 156 anni di attività. Circa 70 dipendenti sono attualmente in cassa integrazione, mentre il personale amministrativo continuerà a operare fino alla conclusione delle procedure previste per la fine del 2026.
Nelle scorse settimane erano emerse anche ipotesi alternative alla liquidazione. La società DaB, guidata da Vittoria Loro Piana e Raffaella Redaelli de Zinis, aveva presentato un’offerta superiore ai 20 milioni di euro per mantenere unito il gruppo e trasformare la sede di via Hoepli in un polo culturale e formativo. Parallelamente, una cordata di imprenditori guidata dal libraio Vittorio Graziani sta lavorando a una proposta per salvaguardare almeno l’attività libraria. Sullo sfondo resta inoltre aperta la controversia giudiziaria tra i soci, mentre entro giugno è attesa una decisione della Corte di Cassazione sull’attuale assetto proprietario.
Con la morte di Ulrico Carlo Hoepli si chiude una pagina importante della storia dell’editoria italiana, proprio nel momento in cui il nome Hoepli, dopo oltre un secolo e mezzo, si trova al centro della trasformazione più profonda della sua vicenda imprenditoriale e culturale.
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