Il Provvedimento
Un importante passo in avanti nella definizione della figura professionale del restauratore è stato compiuto: è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre – ed è quindi in vigore dal 5 novembre di quest’anno – il provvedimento che stabilisce i requisiti di formazione e i criteri necessari alla definizione ed individuazione del ruolo professionale del restauratore. Le nuove norme si rivolgono alle imprese che vogliono partecipare a gare di appalto per il restauro di beni mobili e superfici decorate: con esse si definisce che ogni impresa deve avere come direttore tecnico un restauratore e che – per le ditte con meno di venti impegati – il 20% del personale deve essere costituito da restauratori, rispetto al 50% di operai specializzati. Le percentuali cambiano in imprese più grandi che devono avere il 30% di restauratori ed il 40% di operai specializzati.
Le figure professionali
Il Provvedimento definisce anche le due figure professionali del restauratore e dell’operatore qualificato per i beni culturali. Il restauratore d’ora il poi sarà tale a patto di avere un diploma di scuola di restauro statale – Istituto centrale del restauro, Opificio pietre dure o Istituto per la patologia del libro – o un diploma biennale di scuola statale o regionale abbinato ad un’esperienza di lavoro di due anni nel settore. Chi già lavora nel campo del restauro può sostituire la mancanza del titolo scolastico con l’esperienza, maturata entro il 5 novembre, di otto anni di lavoro nel settore. Il titolo richiesto all’operatore qualificato per i beni culturali è un diploma statale o regionale di durata biennale, sostituibile con un’esperienza di quattro anni maturata nel recupero e nel restauro di beni mobili di rilevanza storico-culturale.
Il testo completo del http://www.beniculturali.it/elencovoci/normativa/dettaglio.asp?IDTesto=2&IDVoce=10Decreto ministeriale, 3 agosto 2000, n.294 è consultabile in rete presso il sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella sezione Attività Legislativa.
In collaborazione con
[exibart]
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