Il restauro
E’ stato completato il restauro del grande dipinto del Solimena, Gloria dell’Assunta con san Francesco che consegna la Regola del Terz’Ordine, che si trova nella chiesa di san Girolamo a Napoli: l’intervento è stato realizzato, grazie a fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, da Maria Grazia Carotenuto e da Salvatore Borrelli, sotto la direzione di Ida Maietta, della Soprintendenza per i beni artistici di Napoli. Con il restauro è stato possibile approfondire le conoscenze a disposizione degli studiosi, fino a quel momento parziali, sull’opera: gli studi preliminari all’intervento di restauro hanno infatti permesso di datare con più precisione l’opera al 1701, ovvero al periodo in cui il Solimena conobbe Carlo Maratta, subendo il fascino della sua fusione tra Classicismo e Barocco. Inoltre, grazie al restauro che ha messo in evidenza alcuni particolari della rappresentazione, sono stati studiati i fregi araldici dipinti alla base della tela che testimoniano che fu la famiglia Carafa a commissionare al Solimena il grande dipinto da destinare al Monastero delle monache francescane terziarie regolari; secondo l’ipotesi proposta in un testo di studio che verrà presto pubblicato, una rappresentante della famiglia Carafa era in quegli anni badessa proprio in quel Monastero. Nel dipinto è rappresentata la patrona dell’ordine, santa Elisabetta, che riceve da san Francesco la Regola monastica, al di sotto dell’Assunzione della Vergine.
Il Solimena
Francesco Solimena fu uno dei principali esponenti del barocco napoletano ed ebbe fama anche a livello europeo. Nacque a Canale di Serino nel 1657 e dopo un primo periodo di collaborazione con il padre Angelo, nel 1674 si trasferì a Napoli dove conobbe artisti quali Luca Giordano e Mattia Preti, che lo influenzarono per il gusto delle composizioni fantasiose e per il forte senso scenografico. Le opere successive al 1680 – come gli affreschi di San Giorgio a Salerno, le tele di San Nicola alla Carità a Napoli e gli affreschi rappresentanti le Virtù, che si trovano nella sacrestia di San Paolo Maggiore – mostrano un’adesione al gusto barocco romano, misto alla tradizione pittorica napoletana. In seguito diventarono più evidente nella sua pittura i legami con Mattia Preti, presenti nelle pale del Miracolo di S. Giovanni a Napoli e in quelle con San Francesco rinuncia al Sacerdozio nella chiesa di S. Anna dei Lombardi a Napoli. In quello stesso periodo Solimena ricercò uno stile pittorico nuovo, che nobilitasse le forme, accentuando l’equilibrio compositivo: da questa ricerca nacquero opere quali La cacciata di Eliodoro dal tempio, conservata a Napoli nella chiesa del Gesù Nuovo. Francesco Solimena morì a Barra, in provincia di Napoli, nel 1747.
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[exibart]
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