Nel tentativo di superare le pastoie dellâInformale, ormai ridottosi ad accademia, gli artisti si posero alla ricerca di unâelaborazione linguistica nuova che spesso li portò a rivolgere lo sguardo sullâimmediato presente, nella sua attualitĂ sociologica e tecnologica.
Questa nuova attenzione alla realtĂ si espresse in indirizzi pittorici molto vari: dagli adepti della cosiddetta Nuova Figurazione che ritornavano all'âoggettoâ con unâattitudine deformativa di stampo espressionista; ai tanti artisti Pop, affascinati dalla girandola della civiltĂ dei consumi, con le sue glorie e miserie; fino alla messa a fuoco nitida e paranoica dellâIperrealismo.
La mostra in corso allâEx Mattatoio, organizzata dallâAssociazione culturale ONLUS âAldo Tozzettiâ con la collaborazione del Comune di Roma e di diversi sponsor, si propone di indagare le modalitĂ della figurazione nei due decenni in questione, che furono un periodo difficile e ricco di eventi dal punto di vista sociale, politico e di conseguenza culturale. Il dibattito tra impegno e disimpegno fu comprensibilmente molto acceso e dominò la scena artistica e critica giĂ dallâinizio degli anni Sessanta, proponendosi come fulcro della discussione sul ruolo dellâartista nella societĂ moderna. Lâimpegno è infatti il filo conduttore dellâiniziativa e va inteso non solo come attenzione specifica e intervento diretto sui temi sociali, ma anche, piĂš genericamente, come sforzo consapevole dellâartista nella creazione di immagini.
Lâobiettivo di fornire uno spaccato qualitativo e completo del panorama artistico figurativo degli anni Sessanta e Settanta ci sembra però totalmente mancato, nonostante lâabbondanza dei nomi in catalogo (piĂš di cento).
La qualitĂ delle opere esposte è mediocre, (in alcuni casi pessima) lâesposizione è confusa e risulta estremamente difficile per il visitatore, specie se digiuno di una preparazione in merito, orientarsi e farsi unâidea delle linee di ricerca del periodo. Segnaliamo però volentieri la presenza di alcune opere di valore che risollevano lâattenzione e lâanimo, soprattutto negli ultimi tre padiglioni. Ă infatti una piacevole sorpresa trovare, dopo emuli falliti di Francis Bacon e adesioni convinte ad un deprimente realismo socialista, lavori di grandi personalitĂ come Baj, Ceroli, Schifano, Angeli, Baruchello, Tacchi e Adami, cioè la punta piĂš avanzata della creativitĂ italiana. Le opere di questi artisti si stagliano sulle altre per originalitĂ e stile, rendendo ancora piĂš evidente lâimpressione di mediocritĂ del resto dellâesposizione, ma restituendo un poâ di buonumore alla sottoscritta. Testaccio è un bel quartiere, e lâingresso è gratuito.
valentina tanni
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