Due sale ben distinte per quanto riguarda la tipologia dei dipinti esposti. Per certi versi sorprendentemente, la prima sala è dedicata al primo Giuseppe Capogrossi. Si tratta probabilmente della parte meno celebre dell’opera di Capogrossi: quadri figurativi.
Forse i più associano il nome “Capogrossi” al “Segno” ovvero a quel particolare stile fatto unendo una serie di segni formati da una curva ed alcune linee oblique, nella prima sala invece possiamo ammirare un Capogrossi che si autoritrae, che dipinge paesaggi, scene di natura morta e di vita comune. Molti hanno visto in queste opere, che vanno fino alla Seconda Guerra, già una tendenza all’astrattismo che entrerà prepotentemente nella vicenda artistica del pittore negli anni successivi. Per quanto ci riguarda notiamo una serenità in queste opere del primo periodo, una giocosità, un’ironia che si concretizza in soggetti ricorrenti come maschere e chitarre.
Grande merito dunque a questi due Saloni Centrali della GNAM – ormai definitivamente consacrati alle grandi
massimiliano tonelli
A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…
In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…
L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…
Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…
La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…
A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…