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dal 24.IX.1999 al 22.XII.1999 | CAOS – Josef Koudelka | Roma, Palazzo delle Esposizioni

di - 18 Novembre 1999

<IMG alt="Siamo di fronte ad una selezione di 60 scatti (tutti rigorosamente in b/n) dell’artista nato in Moravia. Il formato, nelle foto più recenti, è del tutto originale e tende ad ampliarsi moltissimo in larghezza e lunghezza: Joseph Koudelka, dichiaratamente, non riesce ad esprimersi con un formato normale. Le stampe sono così dei rettangoli sproporzionatissimi che tuttavia consentono una visuale grandangolare di suggestivo effetto scenografico. Forse le influenze avute durante la collaborazione col Teatro di Praga hanno portato Koudelka a creare queste foto-scenografie . Il romantiscismo del palco teatrale ci riporta però a immagini crude, dolorose, immagini di denuncia contro i grandi temi dell’inquinamento, della guerra, dell’urbanizzazione.
Dai fili spinati di Aushwitz, alle case sventrate della Bosnia e poi a Beirut, a Berlino… E fin qui siamo nella sezione della mostra dedicata alla visione contemporanea del mondo da parte del maestro (gli ultimi 10 anni a partire dall’ ’86). Ma sono le immagini della sua terra, l’Europa dell’est, che ci forniscono le indicazioni indiscutibili sulla poetica del fotografo. Quando nel ’68 i sovietici invadono la sua Cecoslovacchia, Koudelka è lì, i suoi scatti mostrano un coraggio che confina con il rischio di essere condannato per spionaggio, è dentro alla sommossa, documenta tutto, fino all’ultimo scontro, fino alla resa del popolo cecoslovacco.
Non sono le foto di un semplice reporter di guerra ma di un uomo che viveva la situazione politica del tempo in prima persona. Dovrà lasciare il suo Paese nel ’70 e sarà apolide fino all ’87, fino a quando non diventerà cittadino francese. Oltre a quello della Primavera di Praga c’è un secondo filone che ha permesso a questo poeta dell’immagine di esprimersi appieno: gli zingari. Con tutta probabilità è qui che troviamo il numero maggiore di foto dure e magari anche crudeli: a metà strada tra il compito del reporter e quello dell’etnografo e dell’antropologo Koudelka ci catapulta violentemente all’interno di una società così difficile da comprendere come quella gitana. Anche queste sono foto scattate dall’interno, fatte da un uomo che sentiva quelle popolazioni bistrattate come vicinissime a se ed alla sua storia.
Altre sezioni di questa riuscita mostra sono dedicate al teatro di Praga prima del ’68 e alle immagini del’esilio post ‘Primavera di Praga’ che trasmettono una formidabile voglia e brama di libertà di un artista costretto a vent’anni di assenza forzata dal suo paese.
massimiliano tonelli


La mostra si svolge presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, Via Nazionale 194. Orari tutti i giorni dalle 10 alle 21, martedì chiuso. 064828757
Ingresso: intero L. 15.000, ridotto L. 8.000. Catalogo Federico Motta Editore. Fino al 22 novembre. Website: Palazzo delle esposizioni




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