La mostra rende giustizia ad uno di loro, Cassiano dal Pozzo (1588-1657), Ministro delle Arti nella Roma seicentesca dei papi Barberini. Artisti come Poussin, Vouet, Duquesnoy, Pietro da Cortona e Bernini devono la loro fortuna anche al Cavalier dal Pozzo che, in qualità di “regista” del linguaggio visivo del regno di Urbano VIII, scoprì il loro talento e “sponsorizzò” la loro opera. Teorico, insieme agli amici dell’Accademia dei Lincei, del concetto di “pittura filosofica”, dal Pozzo ebbe il merito di riunire la giovane cerchia dei suoi artisti intorno ad un unico indirizzo stilistico, erudito e narrativo, classico e naturalistico, che oggi conosciamo con il nome di Barocco Romano. Cassiano fu uomo del suo tempo, di quell’epoca di scoperte, di trasformazioni e di contrasti che fu il Seicento, e come tale coltivò svariati interessi culturali: dalla scienza alle lettere, dalla pittura all’archeologia. La mostra documenta le sue passioni e la sua poliedrica personalità attraverso sei sezioni tematiche. Nell’“atrio biografico” introduttivo darete un volto al nostro personaggio: lo sguardo intenso e deciso, i capelli scomposti e la posa “romantica”. E’ il ritratto eseguito da Jan van den Hoecke nel 1642. Altre “facce seicentesche” ci guardano dalle pareti della prima sala, intellettuali del tempo e potenti Signori, che dell’arte barocca fecero il loro efficace strumento propagandistico. Seguono alcuni dei ritratti che Cassiano riunì nella sua celebre raccolta di “effigi d’illustri contemporanei”: tra gli altri, gli autoritratti di Pietro da Cortona e di Simon Vouet, che i due artisti donarono al loro stimato mecenate. Non rimane invece molto della famosa Quadreria del Cavaliere, i cui pezzi migliori furono veduti dagli eredi della famiglia dal Pozzo. Per lo più pittura di genere (soprattutto paesaggi di pittori nordici) ed alcuni esempi di “pittura filosofica”, eseguiti da Vouet, Poussin, Lemaire, Sacchi ed altri. Ma il “pezzo forte” di questa sezione è il manoscritto del Trattato della Pittura di Leonardo da Vinci, che Cassiano fece illustrare dal Poussin. Una vera curiosità sono poi i disegni naturalistici, botanici ed ornitologici della sezione “Le naturali esperienze”, eseguiti da alcuni disegnatori di fiducia di Cassiano con meticolosità tutta barocca. Ad un altro gruppo di “giovani ben intendenti del disegno” (tra cui Domenichino e Pietro da Cortona) il dal Pozzo affidò invece un’opera legata alla sua passione per l’archeologia: la collezione di “ritratti esattissimi delle antichità greche, etrusche e romane”, esposta nella penultima sezione della mostra. L’ultima è dedicata ai pezzi più importanti della Quadreria, i Sacramenti di Poussin, di cui sono esposte le copie dagli originali del pittore svizzero Andrè de Muynck. La mostra, promossa dalla Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici di Roma, è stata realizzata con il sostegno di CEPU.
germana mudanò
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Amico Bertini della Rovere vedo che sei tornato alla carica...
veramente il Palazzo Barberini lo conoscevo, ma le foto della mostra?
Qualcuno osa che sia stato il papato a partire dal medioevo il più grande collezionista?
Ciao
Caro Patrizio,
di a tutti i lettori quale era il cognome del da te citato papa...
Mi pare chi gia' i Romani fossero grandi collezionisti: Mecenate....
Comunque in epoca moderna le prime collezioni d'arte ad essere rese pubbliche son quelle raccolte in Campidoglio dopo la donazione dei bronzi Lateranensi da parte di papa Sisto IV.
Sono interessatissimo a tutto quanto riguarda biglietti/permessi di ammissione ai musei nell'antichita'. Qualcuno mi puo' aiutare?
Grazie
Con il sostegno del cepuuuuu???? belaaaaaaaa