Grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Roma e dalla Regione Basilicata, il delizioso Museo di Corso Vittorio Emanuele II ospita, già dal ’98, iniziative analoghe, volte a valorizzare il ricco ed ancora poco noto patrimonio archeologico dell’antica Lucania. La nuova mostra si propone come approfondita indagine sull’evoluzione del gusto e degli ornamenti femminili in Basilicata tra l’XI ed il II secolo a.C., sia nell’ambito delle colonie greche, sia presso le genti italiche dell’entroterra. Più di 300 i pezzi in esposizione: collane, fibule, orecchini bracciali ed ogni altra sorta di monili d’oro, d’avorio e di ambra, specchi, vasi, e statuine, rarità poco note al grande pubblico ed appena emerse dai recenti scavi di Metaponto, Syris Herakleya e di altre importanti necropoli lucane.
Il ritratto che emerge è quello di una donna indipendente e sicura come l’etrusca, che occupa posizioni di rilievo nel contesto sociale, amata e considerata dagli uomini del suo tempo. Enotrie e Lucane, influenzate dai gusti e dalle mode greche, amano curare la propria persona attraverso l’eleganza delle pettinature, la fragranza di oli e profumi e la preziosità dei
germana mudanò
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