Immaginatevi un ambiente spazioso, luminosissimo: un corridoio dipinto di bianco. Alle pareti, in perfetta sintonia con la luminosità dello spazio, tre tele che ricevono luce dai loro stessi fosforescenti colori, e due installazioni che meditano su se stesse, sul simbolismo della ricerca che rappresentano. Essenziale, minimalista, severa. Questa la mostra dedicata a Carla Accardi, una signora piccolina, con i capelli chiari, nata a Trapani nel 1923. Guardandola oggi, quasi non riusciamo ad immaginarla intenta alle sue fatiche d’artista. Ma Carla Accardi, protagonista internazionale dell’arte dal dopoguerra ad oggi, è mossa da un irrefrenabile spirito di ricerca, la sua indagine del segno-colore. Pitture come sospese nel vuoto, illuminate da soluzioni cromatiche ancora effervescenti.: Dimenticarsi, mettersi in salvo è l’installazione che colpisce di più la fantasia del visitatore: è un’opera composta da quattro triangoli fluorescenti appesi alla parete; solo il telaio è dipinto, e poi ricoperto da un supporto trasparente di sicofoil. Lo stesso tema lo ritroviamo nei colori artificiali di Aethos Prometheus, una composizione di 24 pezzi, singolarmente dipinti, che formano una stella sul pavimento. Il giorno dell’inaugurazione, la sala è gremita di giovani che osservano attenti la lezione senza tempo di Carla.
germana mudanò
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Carla Accardi mi risulta essere nata nel '24 e non nel '23.
Saluti