Lâaccesso alla sala espositiva è quasi del tutto bloccato, dallâarchitettura di una facciata che è una costruzione fatta come un âcollagesâ tridimensionale di memorie e suggestioni decorative, frammenti di realtĂ , che hanno colpito Emily Speed durante una sua visita a Roma. Lâartista inglese nel suo lavoro ricerca i rapporti diretti fra corpo e spazio in cui le abitazioni e le architetture diventano sorta di rifugi ma anche protesi che continuano e funzionalizzano il suo corpo. La sua ricerca però qui va oltre, in un territorio privato che è quello delle immagini che giacciono affastellate nella memoria, i suoi ricordi qui rielaborati con finalitĂ costruttiviste producono la visione unica e concreta di un monumento inesistente ma, che si ricollega idealmente, a tutta quella tradizione meravigliosamente visionaria dei âcapricci architettoniciâ che dal veneziano Antonio Ricci arriva fino alle immaginifiche costruzioni mentali di Piranesi.
Esther Stocker con EinfĂźhlung, unâinstallazione di un rigore formale incredibilmente asciutto ed elegante, opera sulla percezione visiva e sullâinterazione dellâopera con lo spazio utilizzando un linguaggio minimale di totale purezza geometrica. Le sottili linee nere di filo di cotone, tracciate nello spazio fra gli archi della galleria, lo scandiscono come uno spartito musicale e lo sguardo che lo attraversa riceve degli inaspettati stimoli estetici ti tipo pittorico, a seconda della distanza con cui lâocchio si perde nellâincrocio geometrico dei fili. Lâartista riesce ad alterare completamente, nonostante lâintervento sia cosĂŹ poco invasivo da sembrare sussurrato, il nostro approccio anche fisico dello spazio, dato che i fili, con la loro sottile presenza, ce ne impediscono lâattraversamento obbligandoci a seguire un percorso laterale prestabilito.
Lâarchitettura e in generale il costruire, implica soliditĂ e durevolezza ma Aeneas Wilder sovverte questi principi lavorando sui concetti opposti di precarietĂ e fragilitĂ . Le sue costruzioni di igloo, sfere e muri modulari, realizzate con la giustapposizioni e sovrapposizione di tavolette rettangolari di legno, un poâ come quelle svedesi per i giochi dei bambini, che si mantengono coese esclusivamente grazie ad un sistema di spinte e controspinte, sono altrettante affascinanti immagini della precarietĂ della nostra condizione umana. Lâartista scozzese, come un moderno iconoclasta, talvolta distrugge con un gesto secco le sue costruzioni che crollano come castelli di carte in un turbinio di pezzi di legno e rumori assordanti che nella loro ordinata distruzione hanno un che di esteticamente sublime. Le sue forme spesso sinuose e affascinanti si disintegrano con una precisione e una grazia, incredibilmente seducenti, tutto è transitorio, in questa nostra dimensione terrena non ci può essere eternitĂ e lâopera vive e muore disintegrandosi per lasciarci il ricordo, la visione, della sua esistenza.
Paola Ugolini
mostra visitata il 6 novembre 2012
dal 9 ottobre 2012 a gennaio 2013
Emily Speed, Esther Stocker, Aeneas Wilder
âSubjective Involvement in Physical Spatial Entitiesâ
OREDARIA ARTI CONTEMPORANEE
via Reggio Emilia, 22-24 â (00198) Roma
Orari: martedĂŹ a sabato 10-13 e 16-19.30
Info: + 39 06 97601689, info@oredaria.it, www.oredaria.it
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