I nuovi lavori della scozzese Victoria Morton (Glasgow, 1971), realizzati in occasione della prima personale romana, sono caratterizzati da un’esplosione di colori forti, violenti, aggressivi, spesso concentrati in piccoli tratti veloci al centro del dipinto per espandersi in campiture più ampie e di maggior respiro nel momento in cui si allargano verso l’esterno. Quasi volessero rivendicare l’idea che tale esplosione continui a vivere anche oltre il limite fisico della tela. Le campiture più allargate accennano vagamente a ripartizioni geometriche, suggerendo così un ipotetico percorso dal caos all’ordine, oltre che la convivenza nel medesimo spazio di due stati opposti, sia estetici che mentali. Le dimensioni dei quadri -disposti con respiro nelle sale- variano dalla grande alla piccola e piccolissima. A volte affiorano sulla superficie della tela sottili increspature e concrezioni materiche, a suggerire un movimento che la pittura di Victoria Morton intende comunicare.
Tra gli obiettivi quello di sollecitare nell’osservatore un processo percettivo che non si riduca ad un atteggiamento esclusivamente contemplativo. I quadri non sono infatti caratterizzati da un’armonia statica basata su un perfetto equilibrio dei suoi elementi e possono stimolare contemporaneamente sensazioni opposte, come quelle della calma e della velocità, della riflessione e dell’impulso. Connivenza –pare- di stati mentali ed estetici marcatamente dicotomici. La luce dei dipinti, dovuta alla qualità dei colori, è in linea di massima molto forte. E la scelta –impossibile non pensarlo- risulta una citazione della passata storia dell’arte, a partire dalle correnti d’inizio Novecento per attraversare il secolo. E’ anche su questo aspetto che Morton lavora, non riferendosi al passato esclusivamente come pura citazione, quanto piuttosto come uno strumento che può aiutare ad analizzare un mondo interiore, nell’intento di dare sfogo ai desideri ed agli impulsi dell’esistenza. Del resto l’artista definisce queste sue ultime creazioni come paesaggi interiori che includono anche idee e stili di vita in modo non gerarchico.
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l'opera d'arte pima si contempla, poi si hanno stati di coscienza su calma, velocità, riflessione, impulso.