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fino al 10.II.2002 | Olaf Nicolai – 30 Farben | Roma, Associazione Primo Piano

di - 8 Gennaio 2002

Ha detto che tutte le cose in questo cosmo funzionano come fossero dei segni lasciando intendere che nessuna sfugge alla possibilità di essere prelevata, riprodotta, moltiplicata, assemblata.
Sta in bilico tra le definizioni – convenzioni? – di artificiale e naturale, Olaf Nicolai(Halle an der Saale, 1962) e sembra rileggere, non senza un certo umorismo, quell’incipit tanto famoso, battuta d’inizio della riflessione di Benjamin sul rapporto tra arte contemporanea e società di massa: In linea di principio, l’opera d’arte è sempre stata riproducibile. Una cosa fatta dagli uomini ha sempre potuto essere rifatta dagli uomini (citiamo dal celeberrimo L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica).
Così, sempre fedele ad un criterio di estrema semplicità, Nicolai ha ricostruito su cinque rocce vulcaniche cinque ambienti in miniatura e li ha esposti, minuscole realtà vive, in cui la vegetazione continua a crescere seguendo risultati imprevisti (Interieur/Landschaft, Ein Kabinett 1996 – 97, Documenta X), ha utilizzato le tipiche piante da interno – “arredo” comune in quasi tutti gli uffici, hall, reception… – come moduli per realizzare un’oasi ad uso del pubblico di un museo (Modules 1998 –99), ha scelto di riprodurre su carta da parati alcune gocce di sangue di Cristo: un particolare preso da un dipinto medievale, che moltiplicato ad oltranza perde identità e significato e può assumerne di nuovi o rimanere nient’altro che segno. (Untitled (Blutstropfen) 2000, 49° Biennale di Venezia)
A Roma, nello spazio dell’Associazione Primo Piano, l’artista ripropone l’installazione 30 Farben.
Su una parete della sala 30 poster colorati (i colori, Nicolai li ha scelti dal catalogo Pantone, il più diffuso tra tipografie e programmi di grafica computerizzata), disposti su due file parallele, sul pavimento un lettore cd e sei cd: la composizione ed esecuzione dei brani di musica elettronica è stata affidata ai to rococo rot, una band berlinese piuttosto conosciuta, è un altro esempio della presunta affinità tra procedimento artistico e catena di montaggio, tra installazione di dimensioni ambientali ed oggetto prodotto in serie.
Al visitatore intraprendente o incuriosito la possibilità di due interventi: deus ex machina suo malgrado, finché decide di sostare nella sala, potrà scegliere il brano musicale e/o cambiare la successione dei fogli, che sono come le tessere formato gigante di un mosaico dall’esito “aperto”.
Sembra un prototipo 30 Farben, un modello di ambiente componibile, modificabile, facilmente esportabile, con colonna sonora inclusa. Perché anche il superfluo o l’accessorio possono essere ricondotti nei ranghi rassicuranti di uno standard.

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maria cristina bastante
mostra vista il 29.XII.2001


Olaf Nicolai. 30 Farben
Associazione Primo Piano, via Panisperna 203, 064880309, lun_sab 11-13/17-20, ch dom e festivi
Ingresso libero, catalogo in galleria


[exibart]

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  • l'articolo m'ha fatto venir voglia di andare a 'sta galleria che non conoscevo neppure

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