Forse è stata la luce della sua Tunisia natale, dov’era nato nel 1909 ed aveva vissuto durante i suoi primi vent’anni di vita, ad ispirargli quelle opere dove il forte cromatismo e la luce la fanno da padroni assoluti. Ad Antonio Corpora, venuto a mancare lo scorso 6 settembre, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna dedica una rassegna, allestita nel Corridoio del Novecento, per ricordare il maestro, legato tra l’altro da un rapporto di amicizia con la storica direttrice del museo, Palma Bucarelli.
Definito dal suo gallerista per oltre trent’anni, Giovanni di Summa, “un vulcano in eruzione, un artista che non ha mai avuto paura di sfidare il mercato, ma che, incapace di obbedire alle sue leggi, ha sempre scelto di non ripetersi e di non copiare sé stesso”, Corpora, che aveva vissuto anche a Parigi, dove aveva avuto modo di conoscere e frequentare gli ambienti artistici della capitale francese, facendosi conoscere ed apprezzare dal pubblico. E dove aveva subìto – per sua stessa ammissione – l’influenza preponderante di Turner e dell’ultimo Monet, insieme a quella di Cézanne, Matisse, Picasso e Bonnard.
La sua prima mostra risale al 1930, a Firenze, dove risiedette per poco e senza ottenere quel riconoscimento che la capitale francese seppe attribuirgli, complice l’apprezzamento del grande critico d’arte Christian Zervos. La sua opera complessiva ha attraversato diverse fasi, passando dal figurativismo, al cubismo, all’espressionismo astratto; mantenendo, tuttavia, quelle caratteristiche che contraddistinguono la sua pittura: la luce ed il gusto per le tonalità forti, che conservò fino alla fine.
Sono sei i dipinti che sono presentati nell’ambito della rassegna alla GNAM: si parte da Composizione del 1935, dove il colore è ancora ripartito entro spazi geometrici ben definiti, passando ad Alba del 1952 – anno in cui gli venne assegnato il premio della Giovane Pittura Italiana, nell’ambito della Biennale di Venezia – a Verde Spazio del 1965-66 che sono opere della sua piena maturità artistica. Le altre opere esposte sono: Una volta una fiaba del 1974 in cui dominano le tonalità del fucsia e del nero ed il dittico Composizione 1 del 1987 e Composizione 2 del 1986-87.
Il 16 dicembre del 2003 Corpora aveva ricevuto il Premio Presidente della Repubblica dalle mani di Ciampi ed era stato nominato Accademico di San Luca. Di lui, Guttuso aveva scritto nel ’47, nel catalogo del Fronte Nuovo delle Arti: “Posso affermare che fummo in pochissimi a capire il significato di quel che Corpora proponeva. Egli, africano, è tra noi forse il più europeo”.
consuelo valenzuela
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