La capacità far convivere un design accattivante con le innovazioni tecnologiche più avanzate è diventata ormai un’arte vera e propria. E come tutte le arti, vive dell’ingegnosità dei suoi cultori per stupire, sedurre e rendersi inestimabile.
Se non ci credete, chiedetelo agli svedesi che da oltre mezzo secolo rimodellano gli oggetti più ordinari rendendoli eccezionali, creano forme e tendenze innovative per abbellire gli ultimi ritrovati della tecnica. E –last but not least- riescono perfino a far convivere il tutto con uno sviluppo ecologico sostenibile. Uno scenario stimolante,
Gli oggetti più interessanti -quelli che hanno vinto il premio Excellent Swedish Design– sono circa cinquanta e racchiudono una vasta gamma di mobili, accessori, abbigliamento, trovate di packaging, progetti grafici sempre più accattivanti; è un design lineare e pulito nelle linee sobrie ma stravagante nelle invenzioni o nella capacità di coniugare l’utilità con l’eleganza.
Dalla broadband box che strizza l’occhio alla grafica hi-tech al collegamento satellite da 50.000 euro travestito da valigia passando per siti internet minimalisti, mobili e accessori per la casa dotati di comfort, eleganza e – perché no? – opportunità nascoste. Come la panchina per il giardino utilizzabile anche come spalliera per gli esercizi serali o l’aspirapolvere che cammina da solo e pulisce l’appartamento mentre guardate la TV.
Come dire, non solo Ikea…
All’interno della mostra sono esposti anche gli abiti di un’originale e giovane stilista, Hjördis Agústdóttír, che presenta a Roma le sue creazioni ispirate alla natura e alle stagioni svedesi senza dimenticare concetti come l’innovazione e l’uguaglianza. Abiti che nell’insieme appaiono stravaganti ma mantengono una linearità nelle linee di base e mostrano un lavoro attento sui materiali e sui tagli.
Lontana da certa moda dominante del kitsch & trash – che provoca un effetto per cui eyes go crazy – la designer si concentra maggiormente sui dettagli. Elementi chiave per incuriosire chi guarda. E c’è da scommettere che la curiosità in questa mostra la fa da padrone: tra raffinatezza e soluzioni iper-tecnologiche ci si domanda cos’altro inventeranno i novelli iperborei per facilitarsi la vita.
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