Giorgio de Chirico ed il suo rapporto con la religione: 61 opere tra quadri, disegni ed acquerelli presentano un lato inusuale del pictor optimus: ossia, il suo rapporto con il sacro e con l’idea di sacralità che permea il concetto stesso di artista. Come da lui più volte ribadito in occasione di interviste, la sua concezione dell’arte è un segno inequivocabile dell’esistenza di Dio: “l’arte è sempre sacra, anche quando è profana, perché avvicina a Dio e al mistero delle cose”.
La rassegna dedicata a La passione secondo de Chirico è stata organizzata in una cornice particolare, quella della Chiesa di San Francesco a Ripa, in cui si trova anche la cappella de Chirico che racchiude la tomba del pictor optimus, insieme a tre suoi dipinti ad olio. Le spoglie del pittore sono state traslate, per volere della vedova, Isa Far, nella Chiesa nel 1992. I tre quadri in questione sono: il Ritratto di Isa, conosciuto anche come La dama velata, uno splendido olio su tela del 1946, che la moglie
La mostra si apre con una piccola ceramica policroma del 1940 che raffigura una Pietà ispirata ai modelli iconografici del ‘400 e del ‘500, con la variante che qui il corpo del Cristo è appoggiato non più sul grembo della madre ma su un tronco d’albero.
Tra le opere esposte, un’intera sala consacrata per il de Chirico più noto al grande pubblico: in mostra Interno metafisico con mano di David del ’68, Il dialogo misterioso del ’73, Il pensatore dello stesso anno, oppure Il tempio del sole del ’71. Seguono numerose litografie colorate e in bianco e nero, dedicate all’Apocalisse, tema da lui trattato in più occasioni, e diversi disegni a matita e carboncino su carta: si tratta, in prevalenza di studi preparatori per dipinti. Tra gli innumerevoli quadri a soggetto religioso, molti sono dedicati al Calvario di Cristo, dalla Deposizione del 1940, alla Crocifissione del ’50, per finire con la Caduta o Salita al Calvario, che ha le sembianze di un vero e proprio lascito spirituale.
consuelo valenzuela
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