Categorie: roma

Fino al 15.I.2017 | Gianni Piacentino, Works 1966-2017 | Galleria Mucciaccia, Roma

di - 11 Gennaio 2018
Gianni Piacentino (Coazze, Torino, 1945) racconta che il punto di snodo della sua ricerca estetica fu quando, nel ’68, acquistò una vecchia motocicletta – una Indian 600 del 1938- e si mise a restaurarla come aveva appreso a fare in un’officina torinese specializzata. Con un perfezionismo certosino che si univa alla passione per la velocità, per la meccanica dei motori, per le gare in sidecar, per gli aeroplani, per la lucentezza dei colori metallici di origine industriale. In quegli anni, l’egemonia culturale americana era molto forte, anche in campo artistico. C’erano l’arte Pop, i cenacoli minimalisti come il Finish Fetish californiano, la Land Art, ed anche in Italia nasceva, di riflesso, un movimento che il suo ideatore e mentore, Germano Celant, ispirato dalle scenografie essenziali di Grotowski, chiamò Arte Povera. In questa variegata e stimolante temperie si era svolta, prima del citato evento “iniziatico”, l’attività del volitivo artista torinese che già guardava però, come sospinto da un precoce affinità elettiva, all’algido rigore formale di Klee, di Mondrian, di Van Doesburg.
Gianni Piacentino, Works 1966-2017, vista della mostra
Oggi, grazie all’iniziativa della Galleria Mucciaccia di Roma, possiamo apprezzare (sarebbe meglio dire “contemplare”), sintetizzato in una trentina di opere – prodotte dal 1966 fino agli ultimi recentissimi inediti – un itinerario, a tratti solitario e defilato, che sorprende per coerenza d’ispirazione e per una coltivata sapienza entomologica del dettaglio e della decorazione. “…Ricorderò sempre il momento in cui ho visto un Raffaello al Louvre. In quell’esatto momento ho capito che non è possibile dimenticare il bello nell’arte”, rivela in un’intervista riportata nel ricco catalogo della mostra, lasciando cautamente affiorare il fil rouge della sua ostinata ricerca: la bellezza. Ci aggiriamo pensosamente tra le opere esposte: strutture geometriche primarie calate in oggetti dal design apparentemente quotidiano, grandi campiture monocrome di colori tecnologicamente ricercati, raffinati prototipi di veicoli aerodinamici, eccentrici e lussuosamente inutili, dipinti finemente decorati  – dichiarate citazioni di francobolli da collezione degli anni ’20 e ’30 – che omaggiano i fratelli Wright, costruttori del primo aeroplano funzionante, e le audaci trasvolate atlantiche di Italo Balbo. Frequente la presenza del logo GP, apposto come un marchio di fabbrica. È singolare come la connotazione “industriale” sia qui associata, come un valore aggiunto, all’unicità della creazione artistica piuttosto che – come di solito accade – alla produzione massiccia del consumo seriale. È, questo, un altro tratto peculiare della ricerca estetica di Piacentino che – unendo l’insonne intuizione dell’artista alla sofisticata tecnologia dell’artigiano specializzato – sembra inseguire un’iperuranica idea di bellezza e, raggiuntala, tenta di fissarla, di catturarla costringendola in forme concrete, materiali:  preziose, scintillanti, geometriche epifanie di un lucido sogno di perfezione.
Luigi Capano
Mostra visitata il 16 dicembre
Dal 23 novembre al 15 gennaio 2018
Gianni Piacentino “Works 1966-2017”
Galleria Mucciaccia
Largo della Fontanella Borghese 89, Roma
Info: tel. 06 69923801, www.galleriamucciaccia.com

Articoli recenti

  • Mostre

Man Ray, il suo dizionario impossibile a Milano

Fino al 24 luglio 2026, alla galleria Gió Marconi la retrospettiva milanese interpreta le opere del grande Man Ray come…

6 Giugno 2026 18:00
  • Fotografia

Una targa blu per Julia Margaret Cameron: 5 cose da sapere sulla pioniera della fotografia

In occasione del recente omaggio nella capitale britannica, ripercorriamo la carriera e l'incredibile modernità di Julia Margaret Cameron attraverso cinque…

6 Giugno 2026 17:18
  • Mostre

Le mostre da non perdere a giugno in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

6 Giugno 2026 17:00
  • Mercato

Christie’s mette all’asta i gioielli di Claudia Cardinale

Il ritratto privato di un’icona del Novecento: un nucleo di gioielli racconta la diva del cinema, da Bulgari a Buccellati,…

6 Giugno 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Io credo nell’errore, nella malattia, nel male: una conversazione con Reverie

Con il libro Poesia Malata, Reverie costruisce un diario feroce della contemporaneità, tra salute mentale, ossessioni affettive, dipendenza e ricerca…

6 Giugno 2026 15:00
  • Arte contemporanea

Casa Gràcia, a Minorca il nuovo rifugio creativo ideato da Rashid Johnson

Fondata da Rashid Johnson e Sheree Hovsepian, con la collaborazione di Hauser & Wirth, Casa Gràcia offrirà a Minorca residenze…

6 Giugno 2026 12:30