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Fino al 15.II.2019 | Mohamed Larbi Rahhali e M’barek Bouhchichi, Variation within Repetition | Galleria Valentina Bonomo, Roma

di - 5 Febbraio 2019
Nello storico quartiere ebraico di Roma la galleria d’arte contemporanea di Valentina Bonomo presenta per la prima volta in Italia e a Roma gli artisti marocchini Mohamed Larbi Rahhali (1956, Tétouan, Marocco) e M’barek Bouhchichi (1975, Akka, Marocco) in “Variation within Repetition”.
Entrambe si distinguono per la peculiare ricerca artistica. Le diverse formalizzazioni dialogano coralmente all’interno dello spazio espositivo. Disegni, oggetti, sculture e parole s’intrecciano con sensibilità portando il pubblico all’interno di un mondo conosciuto solo marginalmente.
Una delle grandi pareti si veste con una rete da pesca colorata con estrema delicatezza che, a contatto con il candido muro, dona un effetto luminoso. Il grande reticolato rimanda alla passione di Larbi Rahhali, nonché alla sua principale fonte d’ispirazione. “(…) questa rete è memoria di quelle reti, epperò rimanda anche, così lucente di filamenti che attraversano il bianco, alla rete digitale. Due mondi quindi coesistono in questa installazione: realtà materiale e realtà immateriale.”
Al di sopra e al di sotto di questa, dove sembra che cielo e terra s’incontrino e si mescolino, ci sono piccole scatole di fiammiferi che formano una sottile demarcazione, una linea d’orizzonte non tanto geografica quanto emotiva. Una divisione dalla quale si evince la netta differenza tra un’economia ostentata come quella europea nella parte superiore e in basso la difficile condizione di un continente che vuole rialzarsi guardando oltre l’orizzonte, oltre il Mediterraneo. All’interno di queste piccole scatole sono raffigurati microcosmi.  Paesaggi appena accennati con luci morbide, simboli, numeri e colori evocano significati che scavano nel profondo creando un gioco dinamico di semi-sogni e semi-realtà. Ogni piccolo disegno è sinonimo di una piccola storia che costituisce una memoria e un’identità umana collettiva che l’artista, attraverso la sua rete, cerca di recuperare e portare in superficie. Le scatole di fiammiferi sono state recuperate da un’azienda locale fallita a causa della produzione di accendini. Tale precisazione non è causale poiché nella poetica formale dell’artista si evince il racconto doloroso della sostituzione di una comunità “conservando insieme il trauma umano, sociale e economico, il trauma comunitario.”
Mohamed Larbi Rahhali e M’barek Bouhchichi, Variation within Repetition, vista della mostra
Alle piccole immagini e alla profondità della loro essenza fanno da eco le grandi opere di Bouhchichi. Con lui le radici del folklore locale prendono forma attraverso la parola che s’intreccia alla forma creando opere scultoree. Quest’ultime, che rimandano alle lontane e calde terre marocchine, vengono utilizzate come strumento d’indagine per poter misurare il limite umano nell’atto di addentrarsi in un universo diverso dal proprio.
Parole che non hanno un suono riconoscibile e che traggono la loro origine dalle lingue berbere. I versi della poesia Tifinagh animano le due opere Imdyazen. Quest’ultime sono composte da bastoni di legno alti tre metri che sembrano rappresentare le comunità tribali. I filamenti di rame che li ornano tendono a creare un isolamento dallo spazio circostante “e segnando uno spazio terzo, oltre la loro provenienza, dove è vivente il destino umano di un luogo.” . Comuni pale vengono disposte a parete con il dorso rivolto verso lo spettatore. Queste, come se fossero lingue, sono portatrici di legami che attraverso la parola scavano insistentemente. I versi in Tuareg incisi sulle punte delle pale invocano un altrove, una connessione con un altro luogo. Un legame che unisce destinazione e partenza.
Valentina Muzi
Mostra visitata il 18 dicembre 2018
Dal 30 novembre al 15 febbraio 2019
Mohamed Larbi Rahhali e M’barek Bouhchichi, Variation within Repetition
Galleria Valentina Bonomo
Via Del Portico D’Ottavia 1, Roma
Orari: da martedì a sabato 15:00 – 19:00
Info: info@galleriabonomo.com

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