La mostra è dedicata alle recenti scoperte effettuate da un gruppo di archeologi bulgari, nel 2004 e nel 2005, nei territori appartenenti all’antica Tracia, un territorio della penisola balcanica compreso tra Grecia, Bulgaria e Turchia. Si tratta di una serie di reperti rinvenuti in diversi tumuli funerari che risalgono ad un periodo compreso tra l’età neolitica e quella medioevale.
Come sottolinea Louis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio artistico della Presidenza della Repubblica nel suo discorso di apertura dell’evento, la particolarità dei tumuli nella Valle dei Re, in Tracia, è quella di essersi preservati fino ai giorni nostri, senza subire le razzie dei tombaroli che hanno saccheggiato le tombe rinvenute in altri territori facenti parte della Grecia odierna, o dell’Egitto. “Le uniche tombe del mondo antico ad essersi preservate intatte sono la tomba principesca di Filippo II in Grecia, scavata dall’archeologo greco Andronikos nel 1977 e quella del faraone Tutankhamon in Egitto”, ricorda. In Bulgaria invece ce ne sono state molte ed inoltre, tutti i tumuli nella Valle dei Re sono aperti al pubblico.
Il ritrovamento delle tombe dei Re Traci, risalenti ad un periodo compreso tra il V e il III secolo avanti Cristo, con i loro ricchi corredi contenenti oggetti di oreficeria in oro, argento e bronzo, e vasellame di fattura ellenica, getta una nuova luce sui rapporti tra la Grecia centrale, la Macedonia e i territori della Tracia. D’altra parte i Traci furono i primi abitanti delle terre bulgare di cui conosciamo il nome; parlavano una lingua indoeuropea ed erano un popolo di orefici che ha prodotto l’oro più antico del mondo (4500 anni a.C.).
Tra le numerose opere in mostra, merita una segnalazione la magnifica corona in oro della metà del IV secolo a.C., proveniente dal Museo Storico Nazionale di Sofia. La corona è a foglie e bacche di ulivo con una piastrina centrale su cui è raffigurata una Nike alata, figura della mitologia greca che simboleggiava la vittoria. Di grande pregio le guarniture in oro dei finimenti equestri, che si apponevano sulle briglie dei cavalli. Tra i moltissimi oggetti in terracotta, diversi vasi zoomorfi e una bella raffigurazione della Madre terra della seconda metà del V millennio a.C., proveniente dal Museo Storico Regionale di Pleven.
consuelo valenzuela
mostra visitata il 15 febbraio 2006
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