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Fino al 15.XI.2018 | Hidetoshi Nagasawa, Amicizia Senza Gravità | La Nuova Pesa, Roma

di - 6 Novembre 2018
Leggerezza, tensione guidata, cultura zen. Sono queste le coordinate entro cui si è mossa la ricerca di Hidetoshi Nagasawa (Tonei, 1940 – Ponderano, 2018), compianto protagonista della scena italiana del secondo Novecento, scomparso lo scorso 24 marzo. Mentre Art Verona gli dedica un’ampia e diffusa retrospettiva (in corso fino al 6 gennaio), a cura di Adriana Polveroni con il supporto di Ryoma Nagasawa, primogenito dell’artista, la Nuova Pesa, storica galleria romana, gli rende omaggio con una piccola ma preziosa mostra, a cura di Giacomo Zaza. Una mostra rigorosa ma anche dal sapore sentimentale, che ripropone la mostra allestita nella stessa galleria, anch’essa a cura di Zaza, nel 2005.
Solo quattro i lavori presenti, un numero esiguo ma sufficiente ad imbastire un percorso coinvolgente, rivelando al contempo le straordinarie qualità estetiche del maestro giapponese, che nella sfida alla gravità ha trovato il punto fermo della sua ricerca, il modo migliore per esprimere se stesso, una precisa regola di comportamento ancor prima che una scelta artistica. Lo dimostra il titolo dato alla mostra, “Amicizia senza gravità”, omaggio alla leggerezza delle sue opere ma anche della sua vita, percorsa in silenzio, con discrezione ma mai banalmente. Un’esistenza esperita tra arte e spiritualità, culto della forma e ricerca di equilibri essenziali. Mitico è il suo arrivo in Italia sul finire degli anni Sessanta, a bordo di una bicicletta, rubatagli a Milano dopo aver attraversato tutta l’Asia, dal Giappone alla Turchia. Evento tutt’altro che felice, che conferisce al nostro paese un’immagine opaca, ma che l’artista, senza soldi e privo del suo mezzo di trasporto, visse come un segno del destino, decidendo di stabilirsi in Italia, restandovi anche quando la situazione economica era migliorata e poteva permettersi molto più di una bicicletta nuova.
Amicizia senza gravità, Hidetoshi Nagasawa
A Roma le opere dell’artista rendono la galleria una scacchiera tra astrazione e fisicità. Esse si collocano al di fuori del tempo e dello spazio, irraggiando suggestioni mistiche e un’aura di mistero. Occupano gli ambienti espositivi delineando luoghi non circoscrivibili, costantemente mutevoli, erranti e in fragile equilibrio. Focalizzandosi su processi mutevoli, Nagasawa suggerisce transitorietà e dinamicità ad ogni sua realizzazione, dimostrandoci come la realtà che ci circonda non sia statica ma in continuo e perenne movimento. Una transitorietà allusa ma mai imposta, resa dall’artista attraverso la cattura dell’ultimo atto della stasi, della quiete prima della caduta. “Nagasawa – ha scritto Giacomo Zaza nel 2005 – annulla il peso della massa scultorea senza rinunciare all’impatto dei materiali e genera con volumi, a volte imponenti, un’atmosfera di sospensione spazio-temporale, un effetto di equilibrio instabile costretto a possibili oscillazioni”. Egli ha sfidato la staticità dei materiali attraverso complessi sistemi di leve e forze, senza mai cedere al fascino del cinetismo, della reale mobilità.
L’arte di Nagasawa restituisce il fluire dell’universo attraverso un amalgama di filosofia zen e astrazione occidentale, alla costante ricerca di una bellezza che è sintesi di opposti: pieno e vuoto, movimento e stasi, forma e concetto, oriente e occidente. Attraverso i suoi equilibri instabili visualizza il vuoto, rende consapevoli dello spazio e dilata il tempo, allargando all’infinito il frangente di immobilità. Così facendo, senza urla e senza drammi, rende lo spettatore consapevole della sua persistente posizione di bilico, lo pone dinnanzi alla precarietà dell’esistenza, ma anche alle energie segrete che ad essa sottendono. “Siamo tutti in equilibrio momentaneo” sembra suggerirci l’artista. In quel vuoto che egli decide di valorizzare abitiamo e in quell’istante che precede la caduta che egli è riuscito a bloccare si consuma la nostra intera esistenza.
Carmelo Cipriani
mostra visitata il 4 ottobre
Dal 4 ottobre al 15 novembre 2018
Amicizia senza gravità, Hidetoshi Nagasawa
Via del Corso 530, 000189 Roma
Orari: da lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.30
Info: +39 063610892, nuovapesa@farm.it, www.nuovapesa.com

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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