Categorie: roma

fino al 16.V.2008 | Paolo Pennuti | Roma, Extraspazio

di - 9 Maggio 2008
È notte. L’immagine è inizialmente confusa; grate metalliche e recinzioni impediscono allo sguardo di orientarsi nello spazio. Il piano-sequenza, realizzato da Paolo Pennuti (Forlì, 1974) con l’uso di una camera-car, procede con un ritmo incostante, con accelerazioni e rallentamenti. Nell’oscurità, la luce di un faro, posto sopra la videocamera, svela frammenti di un luogo sconosciuto, dettagli ancora indefiniti ma inquietanti.
La natura si presenta annientata dall’azione di una forza distruttrice sovraumana: alberi sradicati, scheletri di edifici, ruderi di lamiere e mattoni giacciono abbandonati. Tracce di esistenze estirpate, divelte come le piante dalla loro terra. Com’è successo a Cesare Pietroiusti, riportato nel testo che accompagna la mostra, improvvisamente comprendiamo che le immagini si riferiscono al disastro provocato dall’uragano Katrina a New Orleans, e non solo, nel 2005.
Mentre lo sguardo scruta il paesaggio alla ricerca di forme di vita resistite alla catastrofe, giungono come echi lontani due voci maschili. Non si tratta di una conversazione, sono piuttosto dei monologhi. Il primo esprime la difficoltà di ritornare al lavoro e ricostruirsi un’identità sociale e professionale; il secondo ricorda tecniche psicologiche di rilassamento e induzione al sonno. I discorsi sono frammentari, parcellizzati e ricomposti dall’artista per intensificarne, attraverso collegamenti e affinità, l’orizzonte di senso.

Si tratta della testimonianza reale di un assicuratore, residente nella zona colpita, e della voce meccanica e persuasiva di un software anti-panico, supporto tecnologico progettato per le popolazioni in situazioni di emergenza. Il materiale audiovisivo di cui si serve Pennuti è dunque di tipo documentario, ma non è un’esigenza di cronaca a guidare l’artista in questo lavoro -con il quale nel 2007 ha vinto il primo premio tra gli artisti in residenza alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia- quanto il bisogno di trasformare una tragedia particolare nella rappresentazione di una catastrofe universale che incombe sull’umanità nell’età contemporanea.
Al succedersi lineare, senza cesure o tagli di montaggio, del racconto visivo si sovrappone e s’intreccia il racconto sonoro che procede a salti, apparentemente a-logici, per rimandi, opposizioni e libere associazioni guidati dall’artista e che, attraverso la fruizione individuale, moltiplicano all’infinito le possibilità di interpretazione.

Sul finale, la voce tranquillizzante invita a rilassarci per predisporci al sonno. Del resto, going to sleep is something absolutely certain in life. Il riposo si conclude consuetamente col ritorno allo stato vigile anche se, suggerisce lo speaker, c’è poi veramente bisogno di svegliarsi? Se la realtà è divenuta scenario dell’angoscia e della devastazione, forse è meglio augurarsi che sia un sonno senza fine.

articoli correlati
Pennuti premiato alla Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa

claudia paielli
mostra visitata il 5 maggio 2008


dal 18 aprile al 16 maggio 2008
Paolo Pennuti – Going to sleep is something absolutely certain in life
Extraspazio
Via di San Francesco di Sales, 16/a (zona Trastevere) – 00165 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 15.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0668210655; info@extraspazio.it; www.extraspazio.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49
  • Mostre

Le opere di Pier Paolo Perilli sono scene da un fantastico quotidiano

Alla Galleria Eugenio Delfini di Roma, vanno in mostra i “quadrucci” di Pier Paolo Perilli: opere visionarie che raccontano il…

20 Febbraio 2026 12:13