Categorie: roma

fino al 16.VIII.2001 | Eliseo Mattiacci – sculture | Roma, Mercati di Traiano

di - 13 Giugno 2001

Occupano lo spazio dei Mercati di Traiano e sembrano esserne naturalmente parte, come se il trascorrere non esistesse e tutto si fosse realizzato in un’epifania improvvisa, che materializza quel che resta di un’architettura monumentale insieme alle opere appena deposte di un artista – demiurgo.
Sono sei sculture, in un percorso che inizia nella Grande Aula, prosegue nelle stanze laterali e probabilmente finisce (o si reitera) nel suono cupo di una sola nota del “Gong”, sospeso in alto: un intervento misurato, scandito, suggestivo; forse l’intento di Eliseo Mattiacci era proprio questo: trascrivere nelle forme semplici del cerchio, della sfera, della retta, quel che è complicato, sconosciuto, dilatato, ricondurre l’entropia all’equilibrio di due poli che si attraggono, evocare il moto nella tensione che imprigiona ferro e magnete, che blocca le sfere, ma che non turba il silenzio, l’ordine prodigioso.
Cinque dischi di ferro sembrano sorvegliare lo spazio centrale: non rotoleranno, resteranno nella medesima posizione trattenuti (e si potrebbe azzardare trattenuti in un eterno presente) da enormi magneti, lasciati ben visibili; cinque cerchi che dialogano con il sistema di arcate, “pieni”, immobili a determinare una serrata intelaiatura di vuoto. (“Equilibri” 2001) Nelle tabernae, le altre opere, visibili come dall’orlo di una cavità ombrosa. Una lama di ferro sospesa grazie ad un magnete, sotto, aderente al terreno un anello piatto, metallico: l’energia del “Campo magnetico” (1991) sembra diventare densa, quasi coagularsi nella forma di una semisfera invisibile, ritagliata nello spazio “carico” tra l’arco e l’anello. Poi, un labirinto di travi di ferro, quasi un sistema di diagonali moltiplicate, e una sfera, simile ad un pianeta, (l’opera è “Labirinto per una sfera”, 2001), quindi una distesa di pallini di piombo, in cui le sfere di alluminio galleggiano o emergono solo per metà (“La mia idea del cosmo” 2001, presentata anche nell’allestimento “Novecento Arte e storia in Italia”); nella grande arcata di fondo, in alto, un disco scuro, come l’immagine di un astro, percosso, produrrà un suono (“Gong ” 1992 – 93), forse l’unica voce nella suggestione misteriosa di una cosmogonia, in cui nessun rumore trapela.

articoli correlati
Fabrizio Plessi: Waterfire
Novecento Arte e Storia in Italia

maria cristina bastante
mostra vista il 1 giugno 2001



Mercati di Traiano
Via IV Novembre 94, Roma
Aperto dalle 9.00 alle 19.00 chiuso il lunedì
Ingresso £ 12.000
Tel. 0669780532
Visite guidate a cura della Sovraintendenza e della Società Zetema
Martedì mercoledì e giovedì ore 11.00 – 17.00
Venerdì ore 11.00 – 18.00
Catalogo disponibile dal 26 giugno 2001


[exibart]

Visualizza commenti

  • Semplicemente sublime.
    Se io sapessi scrivere, vorrei saper scrivere come Maria Cristina nella prima parte di questo articolo.
    I miei complimenti.
    Ciao, Biz.

  • Si tratta della prima persona di un italiano in questo meraviglioso spazio espositivo della capitale.

  • Sono pienamente d'accordo con Paolo e mi unisco nel farti i complimenti per il tuo bellissimo articolo; articoli come i tuoi rendono Exibart una realtà veramente poetica.
    Con amicizia per tutti
    ciao

Articoli recenti

  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49