Parlare di site specific a Volume! può sembrare limitante, sia per l’artista che espone che per la galleria che lo contiene. Tuttavia non si può neanche parlare di artista ospite e galleria ospitante, se pensiamo che né l’opera si adatta allo spazio né viceversa. Ciò che ritroviamo ogni volta è una produttiva totalità progettuale costituita da concettuali reminiscenze architettoniche (della galleria) e novità installative (dell’artista). Che pertanto ad ogni appuntamento reinventa il concetto stesso di site specific.
Basti pensare alle recenti intuizioni firmate Carlo De Meo e dalla coppia Luis Gonzalez Palma / Graciela De Oliveira. Dopo l’approccio ludico e divertito, sebbene in fondo serioso, del primo, e il catapultamento improvviso in tematiche decisamente più intime del secondo, con il progetto Onde estou? siglato Rui Chafes (Lisbona, 1966), si tenta di scavare ancora più a fondo. Fino a toccare le corde della sensibilità emotiva dell’utente-avventuriero (si spera non claustrofobico).
L’installazione consiste in un percorso a U creato da un’architettura totalmente in ferro nero. Nella parte alta fessure circolari lasciano filtrare aria e luce. Sbirciando dai fori si riconosce la planimetria della galleria-cantiere, elemento che conferma l’approccio inoculante: “opera nello spazio” e “spazio nell’opera”.
L’installazione è d’impatto e ricorda gli ambienti del Gruppo T , pur mantenendo a distanza l’interazione. Ma non è una pecca. Anzi. Il colloquio riesce a crearsi proprio perché non imposto, forse non voluto e non previsto.
alessandro facente
mostra visitata il 16 gennaio 2007
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