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Fino al 17.VII.2015 | Beauty Codes (Order/ Disorder/Chaos) | Fondazione Giuliani, Roma

di - 3 Luglio 2015
Alla Fondazione Giuliani di Roma viene presentata la seconda tappa di “Beauty Codes (order/ disorder/ chaos)”. Un progetto/mostra ambizioso, ideato e curato dalla Fondazione insieme a CURA di Roma e #kunsthallelissabon di Lisbona, che trae spunto dalla struttura propria della tragedia classica.
La personale di Lili Reynaud-Dewer tenutasi da CURA.Basement, ha rappresentato il PROLOGO (aprile – giugno), la Fondazione Giuliani “mette in scena” l’ATTO I (maggio – luglio) e successivamente, la mostra collettiva alla #kunsthallelissabon costituirà l’ATTO II (luglio – ottobre).
La tragedia, è un genere teatrale nato nell’antica Gracia, concepita come un complesso spettacolo di recitazione, canto e danza, in cui si alternavano episodi recitati e cori cantati segnati da una forte carica tensiva e drammatica.
Un prologo recitato da uno o più personaggi introduceva all’azione tragica che prendeva forma attraverso degli episodi interpretati. Questi erano intervallati dagli, intermezzi, il coro commentava o illustrava la situazione che si stava sviluppando sulla scena o, più raramente, compiva delle azioni, per concludersi poi con l’esodo, in cui si mostrava lo scioglimento della vicenda.
Il riferimento di Beauty Codes allo sviluppo scenico della tragedia si palesa, non solo nell’organizzazione dell’intero progetto, che si caratterizza per una tripartizione degli eventi, ma si esplicita anche nella modalità con cui si presentano le singole mostre, secondo una riproposizione di codici, che sono: l’ordine, il disordine e il caos.

Ad annunciare l’inizio dell’ATTO I negli spazi della Fondazione Giuliani, è Daniel Steegmann Mangrané con quattro grandi installazioni ambientali percorribili, a mo’ di quinte.
Le sale che si susseguono accolgono, senza una continuità logica ed un filo narrativo, i lavori degli altri artisti in mostra. La mancanza di un concreto collegamento tra le innumerevoli opere e le simultanee performances, accompagnata dall’impiego di una moltitudine di medium e di linguaggi estetici, genera il disordine che si evolve nel caos.
I personaggi di The Humans, nella forma di busti bronzei, di Alexandre Singh convivono con le installazioni minimali di Haris Epaminonda e gli spray su tela, Contatto, di Jacopo Miliani.
La disposizione sul pavimento delle 345 matite, Is it mistake or design? di Pedro Barateiro, l’installazione/azione di Amalia Pica e la performance Handling ideata da Jacopo Miliani, articolano gli spazi creando, contemporaneamente, una forte sensazione di disorientamento.
Il video di Pablo Bronstein, Young man splills cremated remains onto the floor I ed il film The way things go di Fischli e Weiss, ingannevolmente, pare, restituiscano un ordine alla sovrabbondanza visuale, svolgendo, in un certo senso, la funzione degli intermezzi della tragedia. Ma, è un inganno. Senza portare ad una chiarificazione, viceversa, suscitano nello spettatore nuovi quesiti.
Alla fine, secondo una prospettiva capovolta, l’ultimo lavoro che s’incontra a chiusura della visita alla Fondazione è il video di Lili Reynaud-Dewer, Why should our bodies end at the skin. Considerabile come il deus ex machina, presenza costante ed elemento collante dell’intero ciclo espositivo. L’artista francese è la voce narrante che accompagna il complesso svolgersi degli eventi, con il compito di spiegare l’azione, ma lo fa a giochi fatti, quando gli avvenimenti sono già accaduti. Ri-stabilendo uno stato di ordine, solo momentaneo.

Marta Leteo
mostra visitata il 21 maggio
Dal 22 maggio al 17 luglio 2015
Beauty Codes (Order/ Disorder/Chaos)
Fondazione Giuliani
Via Gustavo Bianchi, 1 00153 – Roma
Orari: Da martedì a sabato, dalle 15:00 alle 19:30
Info: info@fondazionegiuliani.org / T +39 06 57301091

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