Per la sua prima personale in Italia, l’artista tedesca Susanne Winterling (Rehau, 1971) presenta un progetto dal titolo importante e ricco di contenuti: A Matter of Time: the daughters of Casati. L’artista inizia e sviluppa parte del progetto durante la sua residenza a Mosca presso il Museum of Photography nel periodo che va da settembre 2006 a febbraio 2007, e realizza alcuni lavori appositamente per questa sua prima mostra italiana. L’attenzione è rivolta agli anni Venti e in particolare ai rapporti culturali intercorsi tra l’Italia e la Russia in quel periodo. Si tratta di un momento storico di notevole importanza per lo svilupparsi della psicoanalisi e per la presenza e la maggiore visibilità di artiste donne (grazie all’emancipazione femminile che divampa e prende piede in tutta Europa). Sia i lavori fotografici che la performance hanno la capacità di tramandare e restituire al presente quelle atmosfere e quel clima culturale attraverso le immagini di singolari ed eccentriche personalità femminili. Come ad esempio la Marchesa di Casati, figura dandy per eccellenza e musa di artisti e intellettuali tra cui Gabriele D’Annunzio, Man Ray e Filippo Tommaso Marinetti. L’artista mira a ritrovare nell’attualità l’eco di quegli anni. I ritratti di luoghi e persone evocano gli ambienti e i protagonisti attraverso cui la cultura italiana ha potuto creare delle connessioni intellettuali all’interno del panorama artistico internazionale. L’interno di una casa patronale a Cadenabbia di Griante è stata ad esempio per lungo tempo uno dei luoghi preferiti da molti intellettuali, tra gli altri Giuseppe Verdi, che vi scrisse le sue più belle opere. Il presente e il passato si sovrappongono così come le immagini stesse: le foto-collage sono delle vere e proprie composizioni realizzate attraverso una doppia esposizione e successivamente editate al computer.
Nella performance ideata da Susanne Winterling delle adolescenti lasciano su una mappa geografica delle tracce che segnano delle connessioni tra le varie città d’Europa, così come la Marchesa Casati, animo libero e anticonformista, fece nella sua vita e nella sua epoca con intellettuali, artisti, scrittori e poeti. In mostra vengono proiettate immagini che sfumano l’una nell’altra attraverso l’utilizzo della dissolvenza. Si tratta di animali selvaggi (leopardi, serpenti…) interni di edifici, adolescenti colte durante giochi di gruppo o il balletto. In un rimando continuo tra culture ed epoche diverse, tra passato ed attualità.
La Winterling concentra la sua ricerca sull’individuo, in particolare indaga profondamente e con estrema sensibilità la fase di crescita più delicata dell’essere umano: l’adolescenza. Sia in Russia che in Cina l’artista compie studi antropologici accurati sull’educazione e sulla cultura delle adolescenti dei diversi paesi in modo da stabilire delle similitudini o marcare delle differenze che aiutino a riflettere.
fabrizia palomba
mostra visitata il 20 aprile 2007
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