Categorie: roma

fino al 18.VI.2010 | Pia Stadtbäumer | Roma, Franz Paludetto

di - 15 Giugno 2010
Le figure di Pia Stadtbäumer (Münster, 1959; vive a Düsseldorf e Amburgo) posano dalla
vetrina nella loro compostezza sospesa, vantando corpi sintetici di una
plasticità volumetrica presente. È con la scultrice tedesca che Franz Paludetto
ha deciso di inaugurare la nuova, minuscola sede capitolina che cullerà brevi
progetti in embrione, per poi lanciarli al Castello di Rivara. “Mi ricorda
tanto la mia prima galleria…
”, dichiara Paludetto, che presenterà per il primo anno
espositivo del nuovo spazio una serie di artisti tedeschi, continuando con Jürgen
Drescher
.
La mostra rivela solo una piccola parte dei lavori di Stadtbäumer, comunque sufficienti per far
comprendere l’arte della scultrice a Roma. Un polimero composto da cere, gesso
e materiali sintetici mostra i corpi esposti con un’attenzione maniacale alla
posa dei muscoli, mentre si riescono a distinguere una a una le dita delle mani
e dei piedi. Ne In scena/dietro le quinte
, una donna nuda sospende tra le mani una bacchetta
nera, posando leggiadra su una foglia d’arlecchino. Il suo volto è coperto da
un fazzoletto bianco e la sua pelle è troppo chiara per notare subito che ha le
guance rosse.


Così pure i due fanciulli a lei di fronte: servendosi di
supporti ben più massicci d’un fazzoletto colorato, sostano assumendo posizioni
plastiche di damerini ottocenteschi, vantando l’uno una camicia scollacciata
d’un fucsia sgargiante, l’altro dei pantaloni gialli anni ‘70. Entrambi
guardano in alto, alzando il mento e tirando il collo in ricordo di un classicismo
scultoreo ora ironico e beffardo. Anche le loro guance sono rossastre, così
come le labbra: mascheroni di pagliacci contemporanei.

Un’ambigua distinzione sessuale rende promiscua
l’esposizione: gli uomini si confondono con la donna, ed ecco che si riconosce
la pratica di Stadtbäumer. Partendo spesso da
modelli reali o da immagini fotografiche, le sue sculture cominciano con
l’essere veritiere rappresentazione anatomiche dell’essere umano, in cui
apparentemente è riconoscibile e riconducibile al vero ogni espressione e ogni
sintagma corporeo. Ma se li si guarda con attenzione, una lieve e superba forma
di paradosso ne accentua i particolari, che perdono di realismo per entrare
nell’iperrealismo dell’assurdo.


I tre protagonisti del nuovo spazio in via degli Ausoni (l’ex
studio dell’artista Daniela Perego) dialogano tra gli angoli dell’arcata cieca
senza troppe pretese gli uni dagli altri, vivendo la loro posizione di statua
contemporanea dai vivaci colori popolari. Immortalati nei loro movimenti in
fieri
, sospendono
l’azione in mancanza di una causa. Poiché l’effetto, paradossalmente, lo vivono
già.

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mostra visitata il 2 giugno 2010


dal 24 maggio al 18 giugno 2010
Pia Stadtbäumer
Franz Paludetto
Via degli Ausoni, 18 (zona San Lorenzo) – 00186 Roma
Orario: su appuntamento
Ingresso libero
Info: info@franzpaludetto.com;
www.franzapaludetto.com

[exibart]

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