Categorie: roma

fino al 19.IX.2004 | Mediterraneans | Roma, MACRO al Mattatoio

di - 9 Luglio 2004

Due sontuosi padiglioni all’ex mattatoio, dieci curatori, una ventina di paesi chiamati a parlarci del loro mare (tra le nazioni coinvolte c’è persino la Bosnia, che in effetti un suo accesso in Adriatico –ancorché minuscolo– ce l’ha davvero), e ben quarantacinque artisti. Questi ultimi, a dire il vero, definiti “emergenti” un po’ frettolosamente (gli under trenta risultano soltanto in quattro, e allora considerarli in blocco in questo modo ha senso soltanto perché “emergenti” sono, in molti casi, le realtà cui appartengono).
C’è ovviamente lui: il mare (quasi) chiuso più aperto del mondo, dove idealmente immergersi e dal quale finalmente (a proposito di felici scivoloni semantici) riemergere.
Un Mediterraneo osservato dal finestrino dell’aereo, fino alla sublime indistinzione cromatica (Deanna Maganias, Mediterranean view). Oppure innalzato, in un incanto di bracciate tra le nuvole, dentro un cielo capovolto fatto d’acqua e plastica (Avish Khebrehzadeh, Horizon I).

Ma ci sono, soprattutto, tante città deserte, spesso inquiete e senza volto, che appaiono concepite più per le automobili che per le persone. Osservate –quasi sempre di notte– con la fredda veemenza degli stessi occhi elettronici che sembrano renderle invivibili. Spesso incredibilmente sfigurate, come quelle greche (Dimitris Tsoublekas, Free Parking). Qualche volta sparpagliate, ridotte a plastici paradossali dove –nel legno– trovare finalmente un po’ d’ombra (Nahum Tevet, Page from a catalogne). Oppure raccontate nel loro risveglio e ridipinte, come quelle albanesi, ma sempre dal chiuso di un abitacolo e con gli occhi lucidi (Anri Sala, Dammi i colori). Quasi sempre, però, deliberatamente registrate, in un susseguirsi di immagini senza sconti che ormai sono –incredibilmente– familiari. Come le pesanti parabole, così solenni (Hassan Khan, Transmission) da sembrare i carri armati che poi, fatalmente, compaiono davvero (Amit Goren, Three).

Tanti video, insomma, come tanti specchi. Implacabili. In uno sguardo che è quasi sempre troppo fermo, tuttavia, per ambire –oltre che soltanto a scuotere– finalmente anche a posarsi. Resta allora qualche lampo, a riferirci con più durevole intensità di questa realtà mediterranea di inizio secolo. E lo scorgiamo negli interventi più felicemente obliqui. Nell’efferatezza di una spettacolare gara tra fuoristrada lungo una costa che sembra anch’essa d’acciaio (Yael Bartana, Kings of the hill). Nella potenza simbolica di un corteo che ostenta, tra le strade vuote, l’eloquenza muta di tanti cartelli semplicemente specchianti (Mircea Cantor, The landscape is changing). Oppure, in un rombo assordante, nell’orrore di un muro nero che gronda sangue e che diventa sempre più alto, di fronte al muso di un tranquillo rapace e a quello –un po’ meno tranquillo– dell’ennesima auto di grossa cilindrata (Wael Shawky, Dudge Ram).

pericle guaglianone
mostra visitata il 7 luglio 2004


Mediterraneans
MACRO al Mattatoio Piazza Giustiniani, 4 (Testaccio, via Galvani), 06 67107900, macro@comune.roma.it, www.macro.roma.museum ,
Orario: 16/24 (lunedì chiuso), Ingresso libero


[exibart]


Articoli recenti

  • Cinema

L’anno che verrà, al cinema: i film più attesi del 2026

Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre

1 Gennaio 2026 17:46
  • Attualità

Nel Capodanno di Amsterdam va in fiamme la Vondelkerk, capolavoro del neogotico

Un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ha gravemente danneggiato la Vondelkerk, chiesa progettata da…

1 Gennaio 2026 17:42
  • Arte moderna

Sargent: il lampo che abbagliò Parigi. Ora in mostra al Musée d’Orsay

Nel centenario della sua morte, il Musée d’Orsay dedica la prima grande monografica francese a John Singer Sargent, restituendo alla…

1 Gennaio 2026 16:00
  • Libri ed editoria

L’AI spopola nella moda. E un nuovo progetto editoriale la racconta

FORGET AI è il primo magazine di moda cartaceo interamente generato attraverso processi di intelligenza artificiale. E sembra dirci che…

1 Gennaio 2026 14:00
  • Arte contemporanea

In Tasmania c’è una nuova installazione permanente di Anselm Kiefer

A Hobart, il museo MONA dell’eccentrico collezionista David Walsh ha presentato una nuova installazione permanente e immersiva di Anselm Kiefer,…

1 Gennaio 2026 11:30
  • Arte contemporanea

Driant Zeneli, la favola che cade nel reale: la mostra in una ex chiesa di Lecce

La storica chiesa sconsacrata di San Francesco della Scarpa, nel centro di Lecce, ospita una suggestiva mostra di Driant Zeneli:…

1 Gennaio 2026 9:30