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Fino al 19.XI.2016 | Tellas, Clima estremo | Wunderkammern, Roma

di - 18 Novembre 2016
Una natura astratta e paradigmatica, lontana dai suoi elementi fondativi e vicina all’uomo e ai suoi tormenti interiori. È “Clima estremo”, mostra personale dell’artista sardo Tellas (Cagliari, 1985 – vive e lavora a Roma) ospitata negli spazi della galleria Wunderkammern a Roma.
Conosciuto per un linguaggio murale fatto di segni ripetuti e tessiture quasi arcaiche, l’artista Tellas approda in galleria con l’intento di srotolare una narrazione nata e costruita nell’ambiente urbano. Un’influenza, quella atmosferica e ambientale, che viene condensata nell’aria della galleria e caricata di significati, attese e contraddizioni. Queste vengono meditate ed esplose poi in costruzioni segniche, su fondali dai cromatismi tenui, con una memoria dell’arte giapponese e del filone artistico gestuale nella cui tradizione si ritiene di poter iscrivere l’artista. “Un percorso artistico che risponde precisamente alla necessità di restituire il percetto (cit. Gilles Deleuze), o la sensazione sopravvivente, di una natura violenta e spaventosa, talvolta disfunzionale, di cui l’uomo può essere a un tempo vittima o carnefice, ma anche contenitore”, per citare il testo critico di Vittorio Parisi, ATER (Attaché Temporaire d’Enseignement et de Recherche) presso Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e profondo conoscitore dei linguaggi dell’arte contemporanea, di cui l’arte urbana fa parte a pieno titolo.

Diversi i supporti e i materiali utilizzati dall’artista, che fa della terra e dell’elemento naturale, una sorta di simbolo rituale da reiterare: legno, stoffa, tela. Persino il contributo video, ospitato nel sotterraneo, si nutre e assorbe la roccia dell’ambiente in cui è inserito. Una riflessione attuale, quella di Tellas, che dimostra la maturazione pittorica dell’artista, il quale si muove con esperienza e disinvoltura in un territorio solo in parte conosciuto e sperimentato, spesso inedito e dai risultati inattesi. La produzione che si può definire più propriamente grafica si configura come la più analitica e meditativa, ricca come di costellazioni di segni e corpuscoli di un universo post-atomico più che naturale, senza alcuna pretesa di denuncia ma in una dimensione di osservazione e attesa quasi zen. Quiete e tempesta sono due poli che convivono all’interno dell’esposizione, in un equilibrio posato e intimista che non si lascia mai andare alla violenza del gesto ma traccia una sorta di tela articolata e affollata di sensazioni, perché “estreme (sono) le forze della natura, estreme le emozioni che scuotono l’essere umano”.
Mariangela Capozzi
mostra visitata il 15 ottobre
Dal 15 ottobre al 19 novembre 2016
Tellas, Clima Estremo
Wunderkammern
Via Gabrio Serbelloni, 124 – 00176 Roma
Orario: da mercoledì a sabato dalle 17:00 alle 20:00 e su appuntamento
Info: tel 06/45435662 (per appuntamento 349/8112973), www.wunderkammern.net

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