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Fino al 20.XI.2013 | Patricia Cronin – Le Macchine, gli dei e i Fantasmi | Roma, Centrale Montemartini

di - 8 Novembre 2013
Testimoni di un passato glorioso, due grandi motori diesel giganteggiano all’interno di quella che fu, a partire dal 1912, la prima stazione elettrica pubblica di Roma. Malinconici simboli di una modernità obsoleta con la loro monumentale presenza ormai avulsa dalla loro originaria funzione, sono circondati da una parte della collezione archeologica dei Musei Capitolini. E’ questo lo spazio che si trova ad affrontare Patricia Cronin, artista non nuova all’ambiente romano e alla sua storia, avendo vinto nel 2006 il Rome Prize dalla American Academy.
L’esito è magistrale nella fusione perfetta del suo lavoro con un luogo che sembra sospeso, bloccato in un passato immobile, al quale l’artista dona nuova linfa. Le Macchine, gli Dei e i Fantasmi è il felice titolo della mostra, curata da Ludovico Pratesi, che riesce a mettere in comunicazione due mondi, quello dell’archeologia industriale e quello della statuaria classica, entrambi apparentemente chiusi nella loro iconica fissità.
Sei grandi acquarelli bianchi, intitolati Ghosts (fantasmi) stampati su tessuto nero ornano la parte alta dei due motori, sono macchie di un candore accecante che si stagliano sulle sfumature di un nero quasi materico che emanano una luce eterea che si riverbera nello spazio con una forza sensuale e rigenerante, quasi mistica. In bilico fra figurazione e astrazione, sagome umane maschili solo vagamente abbozzate nei contorni si alternano ad immagini più astratte che sembrano sessi femminili. Adagiate sull’imponente motore, queste ultime non possono non richiamare alla mente il Grande Vetro di Duchamp, quel contrasto uomo – donna, materia – spirito, che sembra dissolversi nella luce metafisica di queste opere. Dedicate idealmente dalla Cronin alle sculture perdute e riscoperte dell’artista neoclassica americana Harriet Hosmer (1830-1908) autrice della tomba di Judith Falconer (1857) nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte a Roma, questi fantasmi finiscono per incarnare le anime delle sculture classiche della sala, quelle degli operai un tempo al lavoro, diventando così un simbolico ponte fra passato e presente. La bellezza terribile della macchina e la romantica decadenza delle statue classiche in parte mutile, vengono messe in comunicazione dalla magia di questi acquarelli, che diventano così il trait-d’union in un dialogo in cui il tempo e la memoria si trasfigurano in un’atmosfera catartica.
Marta Napoleoni
mostra visitata il 10 ottobre 2013
dal 10 ottobre al 20 novembre 2013
Patricia Cronin
Centrale Montemartini
Via Ostiense 106 – (00154) Roma
Orario: da martedì a domenica, 9 – 19, la biglietteria chiude 30 minuti prima

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