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Fino al 22.II.2019 | Fonte & Poe, Formichiere | Spazio Y, Roma

di - 11 Febbraio 2019
Conclusa lo scorso dicembre 2018 la mostra personale dal titolo “L’assedio” presso Srisa Project Space di Firenze, che Alessandro Fonte (Polistena, 1984), artista italiano, residente a Berlino, ci propone nel giro di meno di un mese una seconda mostra insieme alla sua compagna di vita e di lavoro Shawnette Poe, questa volta a Roma presso lo spazio Y.
La mostra dal titolo Formichiere, è inserita nel terzo capitolo di Dialogues organizzato dallo spazio romano, che vede in ogni appuntamento due artisti confrontarsi e intervenire all’interno della sede espositiva.
Il progetto pensato dal duo Fonte & Poe, parte dalla riflessione sulla resistenza al Fascismo del Quadraro, (quartiere situato al sud di Roma) e sulla peculiare morfologia urbana del luogo, caratterizzato dalla presenza di un fitto reticolo di tunnel sotterranei di epoca romana, in seguito utilizzati dalla popolazione del quartiere come nascondigli per sfuggire alle numerose rappresaglie nazifasciste.
Nel piccolo ambiente cubico dello spazio Y il duo propone tre lavori in dialogo tra loro. La prima opera è un video nato dal risultato della performance Occlusioni (2018), registrata all’interno dello spazio in cui oggi è esposto. L’azione ha coinvolto alcuni abitanti del quartiere romano, che in un blocco compatto disposto in coro battono all’unisono i denti, evocando il senso metaforico del “resistere”, ma anche un’interpretazione/rievocazione relativa all’episodio storico del rastrellamento del Quadraro, operazione militare tedesca, effettuata il 17 aprile del 1944, ai danni della popolazione del quartiere . Per di più, il lavoro guarda alle dinamiche che agiscono all’interno dei gruppi sociali, rilevandone l’importanza di coalizzarsi difronte a un nemico comune, che al contrario produrrebbe forme d’isolamento e di chiusura verso il diverso causandone il loro  fallimento.
Fonte & Poe, Formichiere, vista installazione – ossatura transitoria, 2018, Spazio Y – Roma
La seconda opera è un disegno su carta dal titolo Lingua (2018), in cui il dettaglio anatomico della lingua di un formichiere, in scala 1:1, diviene la connessione simbolica tra l’animale e il sottosuolo. L’animale, è, infatti, un mammifero privo di denti che, mediante una lingua allungata, stana e si nutre degli insetti che vivono in cunicoli sotterranei – ancora una volta una connessione con gli abitanti del Quadraro e alla loro capacità di resistenza all’oppressore.
A completare il progetto espositivo è l’istallazione a pavimento Ossatura transitoria (2018), formata da piccoli binari, in ceramica bianca e polvere di ossa animali. Gli elementi bianchi, per forma e colore, oltre ad evocare reperti ossei come traccia negativa di un passato, riproducono anche l’infrastruttura base utilizzata per i mezzi di trasposto di un’umanità deportata o per destinazioni “contemporanee” in cui l’esclusione e l’omologazione fanno emergere estremismi e negatività.
Giovanni Viceconte
mostra visitata il 13 dicembre
Dal 13 dicembre 2018 al 22 febbraio 2019
Fonte & Poe, Formichiere
Spazio Y,
Via dei Quintili 144, Roma
Info: info@spazioy.com, www.spazioy.com

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